Sondaggio: la Lega sale oltre il 25%, Pd e Cinque Stelle in calo

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  • Settembre è ormai alle porte e fra tre settimane gli italiani saranno chiamati alle urne. Si andrà infatti al voto in sei regioni – Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Campania e Puglia – per eleggere i nuovi governatori, ma non solo: in tutto lo Stivale, infatti, si voterà per confermare o meno la legge sul taglio dei parlamentari. A sondare il terreno a tal proposito, oltre a registrare quelle che sarebbero le intenzioni di voto degli italiani, ci ha pensato l’ultimo sondaggio di Euromedia Research.

    In un report pubblicato su La Stampa di oggi, la direttrice dell’istituto demoscopico Alessandra Ghisleri spiega quanto il referendum sulla riduzione di deputati e senatori sia una vera e propria incognita. Venendo ai numeri, il “Sì” è in vantaggio sul “No”, ma la percentuale di chi si dice indeciso è addirittura del 41,2%. I favorevoli al “Tagliapoltrone” sono il 42% del campione intervistato contro il 16% (il 15,8% per l’esattezza) di chi invece punta a respingere la riforma tanto voluta dal Movimento 5 Stelle. Saranno decisivi quei quattro italiani su dieci che, ad oggi, non sanno come si comporteranno al seggio elettorale. Come spiega Ghisleri per La Stampa, il 24,5% di questo 41,2% pensa allora di astenersi, mentre il 16,7% è ancora indeciso. Ecco perché l’esito del referendum è ancora un’incognita.

    Il sondaggio politico

    Venendo invece ai dati relativi alle formazioni politiche è buona la performance della Lega, rispetto al precedente sondaggio Euromedia di inizio agosto. Il Carroccio di Matteo Salvini, infatti, guadagna tre decimi di punto, portandosi dal 24,9% delle preferenze al 25,2%.

    Cinque punti percentuali più sotto, al 20,4%, troviamo il Partito Democratico di Nicola Zingaretti; la compagine dem si mantiene tutto sommato stabile, visto che un mese fa veniva rilevata al 20,5% dei consensi.

    Male, invece, il Movimento 5 Stelle. Secondo il sondaggio, infatti, i pentastellati cedono sette decimi di punto in quattro settimane, passando dal 16% al 15,3% dei favori. Non certo una performance brillante.

    A un punto di distanza dai grillini c’è Fratelli d’Italia. Il partito di Giorgia Meloni viene registrato in calo dello 0,6%, al 14,3%. Sale invece dello 0,4% Forza Italia di Silvio Berlusconi, capace così di tornare sopra al 7% (7,2%). Considerando anche lo 0,8% di Cambiamo! di Giovanni Toti, la coalizione del centrodestra tocca il 47,5% delle intenzioni di voto.

    Alle spalle degli azzurri, cresce in modo importante Azione: la realtà politica fondata e guidata da Carlo Calenda sfonda il tetto dl 4%, facendo registrare un buon 4,2%. Quasi un punto percentuale più sotto si colloca Italia Viva di Matteo Renzi: a inizio agosto Iv era al 2,9%, oggi al 3,3%.

    Quindi, ecco Più Europa all’1,5%, i Verdi all’1,1% e Mdp-Articolo Uno allo 0,6% e l’expolit di Sinistra Italiana (valutata insieme ad altri partiti della sinistra), che tocca il 6,1%. Ultimo ma non per importanza (anzi), il dato relativo all’astensione e e all’indecisione, che si mantiene molto alto: 39,4%.



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