Sulla stampa e sulla libertà di Angela Venturini

Ci sono scriba e scribacchini. Ci sono professionisti e dilettanti. Ci sono le regole, e c’è chi non le rispetta.

Le regole del giornalismo sono arcinote anche ai non giornalisti. Specialmente quella che riguarda la verifica delle fonti. Ma chi si occupa di verificarle? Basta un sussurro, un alito di vento, anche anonimo, per fare un titolo in locandina.

La replica? Non esiste. O va relegata nelle ultime righe dell’ultima pagina. La minaccia di querela? Guai, diventa immediatamente un attentato alla libertà di stampa.

C’è una concezione diffusa, ma molto curiosa, della libertà: ognuno può dire ciò che vuole, diffondere illazioni, calunnie, sentititi dire e poi costruirvi sopra castelli di congetture, supposizioni e perfino sentenze. Sulle cose, sulle persone, sulla politica. E chi più ne ha, più ne metta.

Ma agli altri non è riconosciuta la stessa libertà. E chi si azzarda a replicare, magari a criticare, è arrogante, prepotente, non rispettoso della democrazia. Anzi, è l’espressione di una democrazia malata.

Scusate, ma c’è qualcosa che non va.

Giornalista è colui che riferisce di un fatto al pubblico che non l’ha visto e non l’ha vissuto, spiegando con chiarezza il “chi, come, dove, quando e perché” in maniera asettica e imparziale, con buona prosa, nel rispetto delle regole della grammatica e della sintassi.

Altra cosa è l’opinione, ben disgiunta dai fatti, che viene proposta, di norma, da grandi penne, per offrire una libera interpretazione di un fatto importante, di una vicenda politica, di un fenomeno sociale o culturale.

Molto spesso, sui giornali, non si legge né la cronaca, né l’opinione, ma libere farneticazioni, talvolta anche senza firma. Il che è abbastanza comprensibile se invece di stare in strada si sta solo al desk.

E allora si alimentano le querelle, le incomprensioni, gli sburgiadamenti reciproci, fino a giungere alle incriminazioni tra una testata e l’altra, alle accuse tra un giornalista e l’altro.

Ma questo, permettetemi, non è giornalismo. E forse non è neppure libertà

 

 

Angela Venturini

  • Cervia. V anniversario dell’entrata in vigore del Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW) Il 22 gennaio 2026 ricorre il V anniversario dell’entrata in vigore del Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW), attualmente ratificato da 95 Paesi, ma non dall’Italia, e ottenuto grazie all’azione della società civile internazionale guidata dalla Campagna ICAN (Premio Nobel per la Pace 2017). Per celebrare questo storico traguardo, il Comune di Cervia ha organizzato diverse iniziative aperte a bambini e adulti: Dal 19 al 31 gennaio Vetrina di letture con una serie di libri su disarmo, pace e diritti umani – Biblioteca Comunale “Maria Goia”. 19 gennaio ore 16.45 Armiamoci – pomeriggio di letture dedicate alla cosa più bella del mondo: l’amore – Biblioteca Comunale “Maria Goia”. 21 gennaio ore 12.30 Peaceful Towns – Città per la Pace – Concorso artistico internazionale. Consegna del riconoscimento di Mayors for Peace – Scuola Primaria A. Manzi, Tagliata. 22 gennaio ore 8.30 Incontro con Yoshiko Kajimoto, volontaria di Mayors for Peace, hibakusha, sopravvissuta al lancio della bomba atomica su Hiroshima del 6 agosto 1945, che racconterà la sua esperienza in collegamento dalla sede dell’Hiroshima Peace Memorial Museum agli alunni della classe V della Scuola Primaria M. Buonarroti di Montaletto. 22 gennaio ore 12.00 Il suono delle campane: le campane del Municipio di Cervia, unite a quelle delle parrocchie, suoneranno a festa per celebrare questa storica giornata. 22 gennaio ore 16.45 Le mille gru di Hiroshima – Laboratorio gratuito di origami per bambini 2–7 anni, a cura di Caterina – Biblioteca Comunale “Maria Goia”. 24 gennaio ore 10.30 Amichevoli pinguini – letture dedicate all’amicizia, non solo tra i ghiacci del Polo, a cura delle Volontarie NpL – Biblioteca Comunale “Maria Goia”. 24 gennaio ore 17.00 Cervia, Hiroshima, Nagasaki – Racconti di viaggio di Bruna Rondoni. Dialogo con l’Assessora alla Pace del Comune di Cervia Michela Brunelli – Biblioteca Comunale “Maria Goia”. Il Comune di Cervia è Lead City per l’Italia dell’associazione Mayors for Peace, fa parte del Comitato esecutivo di Mayors for Peace European Chapter, sostiene la campagna “Italia, ripensaci” promossa da Rete Italiana Pace e Disarmo e Senzatomica, con la simbolica sottoscrizione del Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW), e aderisce a ICAN Cities Appeal, l’Appello delle Città a favore del Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW). L’Assessora alla Pace Michela Brunelli: “Giovedì 22 gennaio ricorrerà il quinto anniversario dell’entrata in vigore del Trattato ONU sulla Proibizione delle Armi Nucleari TPNW, il primo accordo internazionale giuridicamente vincolante che rende illegali le armi nucleari in ogni loro aspetto (produzione, stoccaggio, utilizzo, minaccia d’uso), con l’obiettivo del loro completo disarmo. Al momento sono 95 gli Stati che hanno firmato il Trattato, che conta attualmente 74 Stati vincolati, avendolo firmato e ratificato. Tale giornata sarà ricordata ovunque nel mondo e anche a Cervia. Da anni l’amministrazione promuove la cultura e l’educazione alla pace, anche in collaborazione con le scuole, organizzando incontri online con la sede dell’Hiroshima Peace Memorial Museum per ascoltare le parole degli hibakusha. La loro voce ricorda che la pace non è un’utopia, ma un compito urgente affidato soprattutto alle nuove generazioni”. Cervia, 17 gennaio 2026