Tavolo tripartito: la flessibilità pretesa dall´ANIS e inserita nella proposta del Governo, è una rivalsa verso il sindacato!

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  • Le aziende hanno già un monte ore di flessibilità e di straordinario di cui possono disporre, ma che non hanno quasi mai utilizzato! È solo, dunque, una questione di potere… Sulla parte economica, è inaccettabile  che il Governo insista su una proposta che non copre l´inflazione

     29 maggio 2009 – Il Direttivo FLI, riunitosi nel pomeriggio di ieri, in merito alla situazione relativa al tavolo tripartito ed al rinnovo dei contratti di lavoro, ritiene:

     

    – In generale, che si sia giunti allo stallo delle trattative a causa dell´irrigidimento delle categorie economiche e del Governo, che, in questa ultima fase ha in buona parte sposato le tesi degli imprenditori.

     

    – In particolare, la pretesa di gestire l´orario di lavoro in maniera unilaterale da parte aziendale – la cosiddetta flessibilità – che inizialmente il Governo non aveva accolto a differenza dell´ultima stesura, è diventata una battaglia politica e di rivalsa verso il sindacato, il quale, presentando una piattaforma estremamente responsabile fin dai tempi in cui la crisi nessuno la prevedeva, vuole rinnovare il contratto senza conflitti.

     

    Le aziende hanno già un monte ore di flessibilità e di straordinario di cui possono disporre. Non lo hanno quasi mai utilizzato ed anche nelle scorse settimane sono stati sottoscritti accordi aziendali dove se ne riscontra la concreta necessità.

     

    Nessuna vertenza occupazionale delle circa 50 verificatesi dal mese di gennaio scorso, e che hanno coinvolto oltre 200 lavoratori, ha avuto tra le cause la mancanza di flessibilità così fortemente richiesta.

     

    È quindi una questione di potere, che è ancor più deprecabile in questo momento nel quale la coesione sociale è indispensabile per progettare il futuro di questo Paese.

     

    – Relativamente alla parte economica, è inaccettabile come si insista in una proposta che non copre l´inflazione prevista per il 2009 e 2010, nonostante nella premessa del documento del Governo viene indicata, tra gli obiettivi comuni, la salvaguardia del potere d´acquisto delle retribuzioni.

     

    Si rileva come l´ultimo documento del Governo prevede il recupero integrale delle perdite delle aziende nel biennio di riferimento entro i tre anni successivi, quindi garantendo il loro patrimonio, senza indicare parametri, modalità e obiettivi.

     

    La FLI già tre mesi fa aveva chiesto al Governo di emanare provvedimenti tesi ad abbattere i costi fissi delle imprese che fanno massiccio ricorso alla CIG, senza averne avuto riscontro, per cui vi era già la consapevolezza che in questa fase di crisi è necessario sostenere non solo il reddito dei lavoratori ma anche le imprese, ma la proposta del Governo è completamente sbilanciata a favore di queste ultime.

     

    – A questo proposito, il Direttivo FLI rimarca anche come si chieda al sindacato di portare fin da subito a 18 mesi la durata massima dei rapporti di lavoro a tempo determinato per i lavoratori sammarinesi e residenti ed a 6 mesi il periodo di prova per tutte le categorie di inquadramento, rimandando invece ad una fase successiva le integrazioni alla proposta del Governo, basata sugli accordi del 2005, di riforma della indennità di disoccupazione ed alla estensione della CIG al settore dei servizi. Integrazioni chieste dalla CSU e tese a parificare i diversi trattamenti tra i lavoratori ed a ricomprendere coloro che ne rimarrebbero esclusi.

     

    – Il Governo e le Associazioni imprenditoriali non rispettano il ruolo delle parti, che devono essere sullo stesso piano. La FLI è pronta ad individuare fin da subito e con più precisione gli strumenti da mettere a disposizione delle aziende che intendessero fare investimenti e favorire l´occupazione.

     

    Perdurando tale situazione, invece, il sindacato sarà costretto a mettere in campo iniziative di mobilitazione e la successiva e auspicata firma dei contratti non basterebbe a riportare la serenità con la quale è necessario approcciarsi ai temi relativi allo sviluppo del Paese ed indicati nel documento del Governo.

     

    Il fallimento del tavolo tripartito sarebbe negativo per tutti e chi lo causasse si assumerebbe una grave responsabilità di fronte al Paese.

     

     

    Il Direttivo FLI/CSU