Terremoto centro italia. Consegnate 26 casette su 1885 ordinate e costano il triplo rispetto il mercato

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Appena 26 casette terminate e consegnate, delle 1.885 ordinate dalla Regione. Appena l’1,4% del totale. Un quadro sconsolante, quello dell’operazione «emergenza» post terremoto. A distanza di quasi un anno dal terribile sisma dell’agosto 2016 e a quasi nove mesi dalla replica del 30 ottobre, il programma per la realizzazione delle cosiddette Sae, le soluzioni abitative in emergenza, meglio conosciute come «casette», sembra segnare il passo. Nelle Marche ne sono previste oltre 1.800 per i 29 Comuni che ne hanno segnalato l’esigenza, ma sono una goccia nel mare quelle che sono già state ultimate e consegnate ai sindaci che, a loro volta, provvedono ad assegnarle alle famiglie. È quanto emerge dalla mappa, aggiornata settimanalmente, della Protezione civile nazionale relativa alle zone terremotate. ALTRO punto dolente, i costi dell’operazione casette. Si va da un minimo di 1.575 euro al metro quadro, tra realizzazione e oneri di urbanizzazione, di Cessapalombo (dove l’urbanizzazione dei terreni è ancora in corso) ad un massimo di 6.187 euro di Bolognola (idem), con una media quindi di 2.500 euro al metro quadro. Costi, si diceva, comprensivi degli oneri di urbanizzazione (ma al netto del costo per eventuale acquisto/esproprio dell’area), la voce di spesa più pesante sul conto finale. Cifre altissime al metro quadro, quindi, paragonate al mercato immobiliare nelle Marche, dove si viaggia dai 2.000 euro a mq di Pesaro ai 1.500 di Fermo. Come si diceva, al 17 luglio, su un totale di 1.885 Sae previste nelle Marche, solo di 26, tutte a Pescara del Tronto, erano state consegnate le chiavi al sindaco. Per il resto, seguendo un ordine dal maggiore al minore stato di avanzamento dell’iter, si è all’inizio installazione (vale a dire l’avvio del montaggio) per 248 Sae di cui 132 a Pieve Torina, 10 a Fiastra, 10 a Castelsantangelo sul Nera, 96 ad Arquata del Tronto; di inizio urbanizzazione (avvio delle attività per la realizzazione dei sottoservizi) per 858 di cui 100 a San Severino, 16 a Serrapetrona, 110 a Caldarola, 20 a San Ginesio, 7 a Camporotondo di Fiastrone, 7 a Cessapalombo, 68 a Pieve Torina, 64 a Fiastra, 10 a Montecavallo, 7 a Bolognola, 225 a Visso, 88 ad Ussita, 9 a Gualdo, 12 a Sarnano, 40 a Montegallo, 78 ad Arquata del Tronto e 7 ad Acquasanta Terme; infine la Regione ha solo consegnato alle ditte l’area per la progettazione per 625 Sae di cui 8 a Treia, 4 a Gagliole, 9 a Castelraimondo, 180 a Camerino, 3 a Caldarola, 159 a Muccia, 171 a Valfornace, 19 a San Ginesio, 9 a Sarnano, 2 ad Amandola, 54 a Castelsantangelo sul Nera e 7 a Force. Basti considerare che tra la consegna dell’area alla ditta e il completamento delle casette, passano anche sei-sette mesi. Ciò significa che in molti casi la consegna alle famiglie avverrà, nonostante si tratti di soluzioni abitative in «emergenza», a oltre un anno dal sisma. UNO SCENARIO diverso è quello che appare sulla mappa delle altre regioni. Nel Lazio sono già state consegnate le chiavi di oltre 200 casette, divise tra Amatrice e Accumoli, mentre per 43 è terminata l’installazione con il montaggio degli arredi. In Umbria sono 120 le Sae completate. Più problematica, invece, la situazione in Abruzzo, dove per tutte le Sae previste l’iter è ancora alla fase della consegna delle aree alle ditte: c’è da dire, in quest’ultimo caso, che il numero delle casette pianificate è decisamente inferiore rispetto a quello delle altre tre regioni.

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