Ucraina, Biden e Macron: sostegno a Kiev finché sarà necessario

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  • Emmanuel Macron, in visita in Usa, ha detto in una intervista alla Abc che a suo avviso “è ancora possibile” un tavolo negoziale con Vladimir Putin per mettere fine all’invasione dell’Ucraina, da lui definita “un grosso errore”. Il presidente francese ha sottolineato però che “una pace giusta non è una pace che può venire imposta agli ucraini” e che “una pace giusta non è una pace che a medio o lungo termine non sarebbe accettata da una delle due parti”.  

    Usa e Francia continueranno a sostenere l’Ucraina “finche’ e’ necessario”: lo hanno dichiarato Joe Biden e Emmanuel Macron in un comunicato congiunto dopo il loro incontro nello studio Ovale. I due presidenti “ribadiscono il sostegno dei loro Paesi all’Ucraina” e si impegnanto a fornirle “un aiuto politico, di sicurezza, umanitario ed economico finche’ sara’ necessario”.

    Una conferenza internazionale di pace a Parigi il 13 dicembre: è uno degli obiettivi degli sforzi per mettere fine al conflitto ucraino, stando al comunicato congiunto di Joe Biden e Emmanuel Macron dopo il loro incontro nello studio Ovale.

    Papa Francesco dice di volere mediare sull’Ucraina ma recentemente “ha fatto delle dichiarazioni non cristiane” sulle crudeltà commesse in particolare da membri di due nazionalità della Russia, cioè i Ceceni e i Buriati. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov in una conferenza stampa. “Il Vaticano ha detto che ciò non si ripeterà e che probabilmente c’è stato un malinteso, ma questo non aiuta ad aumentare l’autorità dello Stato pontificio”, ha aggiunto Lavrov. La cooperazione con l’Occidente sulla sicurezza europea non potrà essere ripresa in un futuro prevedibile. Ma “se e quando l’Occidente capirà che è meglio coesistere sulla base di fondamenta concordate, ascolteremo quello che hanno da proporre”, ha aggiunto Lavrov. Per riprendere un dialogo diplomatico con l’Unione europea la Russia deve capire “quando delle persone sensate appariranno nella diplomazia europea”. Lavrov ha citato un’affermazione dell’Alto rappresentante per la politica estera della Ue, Josep Borrell, secondo cui “il conflitto deve finire con la vittoria dell’Ucraina sul campo di battaglia”. “Questo la dice lunga sulla diplomazia europea”, ha aggiunto il ministro degli Esteri russo. Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani “sta facendo dichiarazioni relative a idee indirizzate a cercare una soluzione” in Ucraina, “ma non ho sentito proposte concrete”. Interpellato poi da un giornalista, Lavrov in conferenza stampa ha detto – riporta la Tass – che gli Stati Uniti e la Nato sono direttamente coinvolti nel conflitto in Ucraina fornendo armi e addestrando personale militare. Usa e Nato sono, ha detto, “direttamente coinvolti non solo con la fornitura di armi, ma anche con l’addestramento del personale militare”. 

    “La Nato non è un parte del conflitto, non ci lasciamo trascinare nel conflitto da Putin”. Lo ha ribadito il segretario generale dell’Alleanza atlantica Jens Stoltenberg stasera a Berlino, in conferenza stampa con il cancelliere Olaf Scholz, sottolineando che “il compito” della Nato “è sostenere l’Ucraina ed evitare un’escalation, che vada oltre l’Ucraina”. “Se la Russia dovesse vincere la guerra, questo incoraggerebbe altri regimi autoritari a usare gli stessi mezzi, per ottenere i loro obiettivi. E questo renderebbe il mondo più pericoloso”, ha aggiunto.


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