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  • Uniti per i Diritti Umani (l’editoriale di David Oddone)

    L’11 ottobre si è celebrata la Giornata Internazionale delle Bambine, voluta fortemente dall’Assemblea Generale della Nazioni Unite. Si tratta di un’occasione per riflettere sullo stato dei diritti delle giovani in tutto il globo e sulle sfide che esse affrontano quotidianamente, con numeri e testimonianze che dipingono un quadro drammatico. Oltre 370 milioni di ragazze e donne hanno subito violenze sessuali da bambine, una realtà che ci costringe a confrontarci con il fallimento globale nel proteggere i più vulnerabili. L’UNICEF ha sottolineato come le vittime di abusi, spesso perpetrati da persone di fiducia, vivano cicatrici profonde che si protraggono per tutta la vita, con implicazioni devastanti per la loro salute fisica e mentale. La violenza contro i minori non conosce confini geografici o culturali, colpendo tanto nei contesti di guerra quanto in quelli apparentemente più sicuri, e richiede risposte concertate e innovative.

    Il tema delle violazioni e della necessità di protezione, che trova eco in numerosi Paesi del mondo, emerge in tutta la sua rilevanza anche nei piccoli Stati, che pur nelle loro limitate dimensioni territoriali possono giocare un ruolo chiave nella promozione e nella difesa dei diritti fondamentali. In tale contesto, la recente conferenza svoltasi al Kursaal, sulla giustizia nei piccoli Stati, brilla come un faro, confermando concretamente che realtà come San Marino, Malta, Liechtenstein e Andorra hanno la capacità di contribuire al dibattito globale, dimostrando altresì che non è la grandezza di uno Stato a determinare la sua influenza, ma piuttosto la qualità del suo sistema giuridico e costituzionale.

    L’evento sammarinese ha riunito giuristi e rappresentanti di organismi internazionali come la Commissione di Venezia e il Consiglio d’Europa, discutendo di riforme costituzionali e della necessità di preservare e migliorare continuamente le strutture giuridiche per garantire una tutela sempre più efficace dei diritti fondamentali. San Marino, con la sua lunga storia di indipendenza, ha saputo distinguersi come un raro esempio di adattabilità istituzionale, affrontando con coraggio il dibattito sulle riforme costituzionali e legando le proprie riflessioni interne alle questioni internazionali. Il Tribunale del Titano – guidato dal dottor Canzio e rappresentato in questo alto consesso dal dottor Fabio Giovagnoli, membro effettivo della Commissione di Venezia e giudice sammarinese – ha avuto un ruolo centrale.

    San Marino si è così trovato promotore e al centro di una conferenza che ha segnato un momento importante per il Paese, consolidandone l’immagine di una Repubblica capace di innovare e dialogare a livello internazionale pur mantenendo saldi i propri valori. Ho voluto proporre un parallelismo fra la lotta globale per i diritti dei minori e il ruolo di San Marino nella diffusione della giustizia nei piccoli Stati, non solo perché l’evento al Kursal si è tenuto temporalmente vicino alla giornata internazionale voluta dall’Onu, quanto soprattutto perché mai come nella società odierna è un dovere morale farsi fautori di un sistema giuridico equo, capace di dare voce ai più deboli e di garantire che nessun diritto venga violato.

    David Oddone

    (La Serenissima)