Riceviamo e pubblichiamo
Tutto perfettamente sbagliato: l’importante e spendere!
Cari cittadini,
il Governo informa che farà una “banale” variazione al progetto originale sugli investimenti delle antenne per la telefonia mobile, sospendendo la tecnologia 5G ed inserendo un core network (definito simpaticamente “cervellone”), condito dal fatto che ancora non sono state fatte le opportune valutazioni tecniche.
Affermazioni che tentano di passare come “normali” ma che, per un addetto ai lavori, appaiono del tutto sconsiderate ed ora vi spiego i motivi.
Supponendo di non conoscere la materia, riflettendo su quanto riportato, possiamo arrivare facilmente a dei semplici interrogativi:
- perché il costo totale dell’investimento non cambia considerato che si è aggiunto il “costo rilevante” del nuovo “cervellone”?
- Sospendendo la copertura su tutto il territorio del 5G, come farà la Public NetCo ad avere le stesse entrate?
- Perché il Governo fa questo comunicato senza aver fatto le opportune valutazioni tecniche e senza aver atteso la decisione del CDA di Public NetCo?
Invece di rispondere subito a queste scontate considerazioni, il Governo ha preferito informare che il costo dell’investimento resterà invariato: 12 milioni e mezzo di euro.
L’importante è non fermare i pagamenti!
La domanda che tutti i cittadini si dovrebbero fare è: il Business Plan (il documento con tutti i costi e ricavi) su cui si è basata Public NetCo S.p.A. per realizzare la nuova rete di telefonia è stato verificato? Lo hanno confrontato con progetti equivalenti? È possibile affermare, con certezza, che sia il migliore per San Marino?
Se questa società pubblica, costituita appositamente per farci telefonare senza problemi, avesse fatto le opportune verifiche, oggi non avremmo la necessità di comprare nuovi “cervelloni” ed effettuare valutazioni tecniche dell’ultima ora.
Il motivo di questa mancanza “probabilmente” è da cercare proprio nel Direttore Generale di Public NetCo S.p.A. (Jaume Salvat Font) che, guarda a caso, è esattamente la stessa persona che AASS aveva incaricato per realizzare il Business Plan 1 anno prima (con un compenso di “soli” 5.000 euro al mese).
Un conflitto di interesse palese che rende responsabile anche AASS delle variazioni oggi necessarie.
Vi aspetto alla prossima parte per parlare ancora di perfetti errori!
Dr. ICT
LEGGI LA PRIMA PARTE – https://giornalesm.com/san-marino-vi-racconto-che-cosa-sta-realmente-succedendo-con-il-5g-di-dr-ict-prima-parte/