
Continuano le indagini per fare luce sulla mancata zona rossa in Val Seriana che ha scatenato la battaglia tra governo e Regione Lombardia. Nei giorni scorsi sono stati ascoltati in procura il governatore Attilio Fontana e l’assessore al Welfare lombardo Giulio Gallera: entrambi hanno puntato il dito contro i giallorossi spiegando che “spettava al governo chiudere Alzano e Nembro“. Una linea appoggiata anche dal procuratore facente funzione di Bergamo Maria Cristina Rota che, a chi le chiedeva a chi spettasse la decisione di istituire la zona rossa, aveva risposto senza mezzi termini: “Da quello che ci risulta è una decisione governativa“. Una affermazione che andava così ad alleggerire la posizione della Regione Lombardia.
E ora, per fare chiarezza sulle responsabilità, la procura di Bergamo ha deciso di interrogare come persone informate dei fatti il premier Giuseppe Conte, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e il ministro della Salute Roberto Speranza. La voce di una convocazione aveva iniziato a circolare qualche giorno fa. Come riporta il Corriere, dopo aver ascoltato le versioni degli esponenti della Regione Lombardia, i magistrati hanno deciso di verificare l’iter seguito alla fine di febbraio quando si decise di non chiudere i due paesi della bergamasca e serrare l’intera regione.
Sulla mancata chiusura di Alzano e Nembro è nata così una disputa tra governo e Regione. Chi avrebbe dovuto isituire la zona rossa durante la prima fase dell’emergenza in Italia? Questa la domanda a cui si cerca di dare risposta. Le prime zone rosse di Vo’ Euganeo e Codogno sono state istituite a fine febbraio dal governo. Così come è stato l’esecutivo ad agire anche l’8 marzo, quando ha trasformato tutta la Lombardia in una zona rossa insieme ad altre 14 province italiane. Infine, l’11 marzo il governo ha definito l’Italia come “zona protetta”, mentre le Regioni potevano istituire “zone rosse” più limitate. A inizio marzo però, nessuno ne istituì una ad Alzano e Nembro. Regione Lombardia sostiene che avrebbe dovuto decidere il governo: fino a metà marzo infatti, a istituire le zone rosse era stato sempre e solo il governo. Dall’esecutivo invece puntano il dito contro la Regione.
“Noi aspettavamo Roma, fino all’inizio di marzo avevamo sempre proceduto d’accordo con il governo su quel tipo di provvedimenti“, aveva spiegato l’assessore al Welfare Giulio Gallera, precisando di aver verificato solo dopo che la Regione avrebbe potuto agire da sola. “Ma in quella fase ci eravamo sempre relazionati con l’esecutivo e con l’Istituto superiore di sanità“.
—
Fonte originale: Leggi ora la fonte