Bolletta Gas +13,7% a novembre. La stangata sull’anno è del 63%

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  • Riunione interlocutoria. Con questa espressione potrebbe sintetizzarsi il dibattito sulla risposta europea al caro energia e sull’introduzione di un tetto al prezzo del gas che va avanti da mesi. Sono queste le parole utilizzate da fonti europee per descrivere l’incontro di ieri dei rappresentanti dei 27 Paesi. Un accordo è invece stato trovato sul price cap al petrolio russo a 60 dollari al barile dopo che la Polonia, che spingeva per un tetto più basso, ha ritirato la propria obiezione. Secondo il presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, «l’accordo, coordinato con il G7 e altri partner, ridurrà in modo significativo le entrate della Russia, ci aiuterà a stabilizzare i prezzi globali dell’energia».

    Mentre in Europa si continua a discutere sul tema dell’energia, le bollette del gas degli italiani hanno registrato un aumento del 63,7% negli ultimi dodici mesi con una spesa media di 1740 euro per una famiglia tipo. Secondo l’Arera, l’autorità di regolazione per l’energia, dopo il calo del mese di ottobre (-12,9%), a novembre si è registrata una crescita del +13,7% delle tariffe rispetto al mese precedente. Una crescita che va di pari passo a quella della benzina che in self sale a 1,71 euro/litro, il gasolio a 1,787 euro/litro, il Gpl a 0,769 euro/litro, aumenti determinati dalle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati.

    A Bruxelles la presidenza ceca ha presentato una nuova proposta che prevede di portare il price cap al gas dai 275 euro inizialmente proposti dalla Commissione Ue a 264 euro, riducendo il numero dei giorni necessari per attivarlo da quattordici a cinque. Inoltre, si propone uno spread fra quotazioni al mercato Ttf e indice di riferimento del Gnl a 58 euro per cinque giorni consecutivi (anziché i dieci previsti in un primo momento).

    In questo contesto l’Italia e altri sei Paesi Ue (Belgio, Grecia, Polonia, Slovenia a cui si sono aggiunti Lituania e Malta), hanno avanzato una proposta alternativa basata essenzialmente su due punti. Il primo è un tetto fisso a 160 euro, il secondo un blocco dinamico con un tetto stabilito periodicamente e collegato alla media aritmetica dei vari indici globali. Nel documento sono illustrate le caratteristiche principali che dovrebbe avere il meccanismo: la natura dinamica, la sua estensione alle transazioni fuori mercato e a tutti i contratti future, non solo quelli a un mese. Il compromesso è tutt’altro che vicino. Secondo il Ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, «se non c’è accordo sul price cap, si può anche non arrivare a una soluzione».


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