BOTTA E RISPOSTA FRA SINDACATO E ANIS IN VISTA DELLO SCIOPERO

  • Le proposte di Reggini Auto

  • “Pronti ad incontrarvi in qualsiasi momento, ma il campo deve essere sgombrato dagli ultimatum inseriti nella finanziaria”. E’ il succo della lettera che i segretari Giovanni Ghiotti (CSdL) e Marco Beccari (CDLS)  hanno spedito ai vertici dell’Associazione Industriali.

    La missiva sindacale fa seguito alle richiesta di incontro avanzata la scorsa settimana dal segretario degli industriali Carlo Giorgi.

    In premessa, i segretari CSdL e CDLS ricordano all’Anis “l’improvviso e solitario dietrofront”  dello scorso luglio al tavolo tripartito:”Uno strappo al dialogo motivato dagli eccessivi aumenti contrattuali e dall’insufficiente flessibilità di orario”.

    Due punti che “sono stati al centro di una trattativa durata molti mesi, che ha portato a modifiche e aggiustamenti dell’accordo, anche sulla spinta di richieste presentate dai vari protagonisti del tavolo negoziale sfociato con la firma del 9 luglio”. Non solo, sottolineano Ghiotti e Beccari, “nel testo sottoscritto è previsto un aumento delle ore di flessibilità concordate proprio con la l’Associazione Industriali. La vostra decisione, quindi,  di abbandonare il tavolo tripartito, e la conseguente strategia dilatoria e inconcludente, non ha fatto altro che bloccare il Paese e alimentare una frattura sociale che è sotto gli occhi di tutti”.

    “In un momento in cui – prosegue la lettera – c’è bisogno della massima coesione sociale e convergenza di obiettivi per fronteggiare una crisi che a San Marino ha i contorni di una vera propria crisi di sistema, l’Anis appare ingabbiata da vecchie rigidità legate ad uno zerovirgola di aumento contrattuale (niente a che vedere con aumenti esorbitanti del costo del lavoro) e ad una visione della competitività basata esclusivamente sulla flessibilità degli orari e dei rapporti di lavoro”.

    Ma per i segretari delle due confederazioni sindacali, “il vero scivolone nelle relazioni industriali, è stata la pretesa di ‘ordinare’ al governo l’aumento dell’orario di lavoro fino a 48 ore settimanali e il ricorso al lavoro straordinario, tra l’altro comprendendo settori economici diversi da quello manifatturiero. Tutte materie già regolamentate dai contratti di lavoro. Un diktat seguito anche  dalla pretesa di modificare in corsa le regole che governano il mercato del lavoro, regole  approvate con la legge di riforma del 2005”.
    “È  dunque con profondo rammarico dover constatare la contraddittorietà dell’Associazione Industriali, che da una parte invoca soluzioni liberistiche, mentre dall’altra impone al governo, per di più su un terreno  squisitamente contrattuale, provvedimenti dirigistici”.

    Nonostante tutto, scrivono infine Ghiotti e Beccari, “la nostra disponibilità ad un dialogo responsabile e concreto è intatta”. E nel ribadire che“siamo pronti ad incontrarvi in qualunque momento”,  sottolineano che il punto di partenza “rimane l’impegno sottoscritto al tavolo tripartito, non certo gli improvvisati ultimatum inseriti nella legge finanziaria”.