SINISTRA UNITA REPLICA A PASQUALE VALENTINI

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  • Ci viene il dubbio che il segretario della DC Pasquale Valentini, assente alla serata di venerdì scorso, abbia fatto un bel po’ di confusione poiché le cose che rimprovera a SU e più in generale all’opposizione sono in realtà proprio quello che fa quotidianamente il Governo e lo stesso Segretario Gatti.
    Conveniamo infatti che sentire il titolare delle Finanze Pubbliche esprimersi in quel modo nel corso di un’intervista sia davvero”insopportabile a avvilente”. E poco importa se la telecamera fosse accesa o spenta… quel che è certo è che non era affatto nascosta ma appoggiata sul tavolo e ben visibile, ma soprattutto non si trattava di una chiacchierata al bar, bensì di affermazioni fatte a margine di un’intervista, quasi a volere fare capire al giornalista che quanto era stato detto fino a quel momento non corrispondeva al vero.
    In primo luogo il filmato mostra chiaramente chi è che “bisbiglia i retroscena” nell’orecchio dei giornalisti; chi è che diffonde documenti riservati alla stampa e poi ha la faccia tosta di prendersela con l’opposizione.
    Non devono sentirsi presi in giro i Sammarinesi quando vedono il Segretario sorridente su giornali e tv di Stato affermare che lui stesso, il governo e la maggioranza sono fermamente convinti della necessità di cambiare, e cioè che vogliono la massima collaborazione con l’Italia, attuare scambio di informazioni e contrastare tutti le distorsioni del sistema e poi lo sentono “confidarsi” con un giornalista della RAI dicendo che “noi il nero lo consideriamo pulito”, che quindi vogliamo continuare ad attirare i soldi dell’evasione italiana e anche di altri Paesi, ma senza superare certe percentuali che “all’Italia non danno nemmeno fastidio”?
    Che credibilità può avere chi si impegna solennemente, non solo di fronte a tutti i Sammarinesi ma anche di fronte alle istituzioni italiane, a mettere fine a certi fenomeni e poi fa capire tranquillamente che alla fine si vuole continuare come prima, ma solo cercando di non dare nell’occhio? E poi ci lamentiamo che dall’Italia non si fidano…
    La verità è venuta a galla su richiesta dello stesso Segretario Gatti, dal momento che di tutta l’intervista erano stati mostrati nel corso di Report solo alcuni piccolissimi frammenti e non certamente i più imbarazzanti.
    Nella puntata del maggio scorso ad esempio, si vedeva Gatti leggere il rapporto riservato di Banca Centrale ma non lo si vedeva consegnare il documento chiedendo di non fare figurare che l’aveva dato lui (e questo durante l’intervista ufficiale e non nel fuori onda!). Si sentiva parlare di banche e finanziarie da chiudere ma non delle percentuali di “nero”, non del “teorema Di Vizio”, non della situazione di Asset e delle vere intenzioni che si hanno in materia di evasione.
    A chi si rivolge inoltre Valentini quando accusa di non parlare a viso aperto nelle sedi istituzionali? Da un anno chiediamo di potere discutere degli Accordi con l’Italia, del progetto di rilancio del sistema Paese, della situazione reale del comparto economico e il Governo si ostina a mantenere il più rigido segreto su tutto. Anche noi siamo dell’idea che, venendo in Aula a discutere, i risultati vengono a galla. Come quelli di avere firmato degli accordi che rappresentano la resa incondizionata della nostra Repubblica, che cedono fette intere della nostra sovranità senza ottenere la minima contropartita utile. Questi sono i fatti di questo Governo.
    Ormai nessuno crede più alla favoletta della “eredità del governo precedente”, soprattutto dopo che il superamento dell’esame Moneyval ha messo in luce che le normative primarie e secondarie le ha fatte tutte il governo 2006-2008 nonostante la fortissima ostilità delle forze dell’attuale maggioranza. Comprendiamo che per difendere il nulla messo in campo dal Patto per San Marino ci si debba arrampicare davvero sugli specchi, ma a tutto c’è un limite: difendere l’irresponsabilità e l’inadeguatezza del Segretario alle Finanze così come è emerso prepotentemente dall’intervista integrale a Report, è cosa pressoché impossibile.