Caso Banca Cis. Indagine nel mirino. Ma fu la Bcsm a guida Tomasetti a rivolgersi al tribunale

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L’ex ad di Banca Cis si è di recente dichiarato ‘strainnocente’ per bocca dei suoi legali ‘forte’ della decisione del giudice d’Appello Brunelli di annullare misure cautelari e sequestri dell’ordinanza del Giudice Morsiani.

Fu tuttavia Bcsm a sottoporre al giudice inquirente, lo scorso 30 novembre, documenti dai quali ‘emergono fatti
e omissioni che a giudizio degli scriventi potrebbero avere rilevanza penale”.

E’ più che mai trasparente, perché è davvero sotto gli occhi di tutti, quel che sta accadendo a San Marino in questi giorni. Parecchie cose non hanno funzionato ma è proprio il caso di dire che la speranza di qualcuno di portare a termine ciò che era stato inizialmente progettato, sarà davvero l’ultima a morire. Il calderone scoperchiato dal giudice Morsiani con le ultime ordinanze i cui numerosi omissis, se svelati avrebbero fatto emergere l’identità di chi si è reso responsabile del tracollo del Paese, paiono per il momento destinati a rimanere nell’ombra.

C’è di più, dopo l’ex dirigente del Tribunale dott.ssa Valeria Pierfelici, a finire nel mirino questa volta è il giudice Morsiani. Tanto che un sito internet italiano (‘c’è da chiedersi il perché di tanto interesse) scrive “L’impianto accusatorio che ha prodotto questa or- dinanza non starebbe in piedi. Non lo diciamo noi, ma un altro giudice che ha demolito il collega punto su punto. Ma perché un Commissario della legge di San Marino produce un provvedimento del genere? I sammarinesi adesso se lo chiedono, lo vogliono sapere. Allora chiunque può essere arrestato senza che non ci siano prove di reati? Tutta l’indagine di Morsiani con altri indagati, farebbe acqua da tutte le parti. Mentre invece il Commissario della legge Morsiani ipotizzava addirittura un’associazione a delinquere”.

E’ stata la tv di Stato a dare per prima la notizia che il Giudice d’Appello Brunelli ha annullato misure cautelari e sequestri dell’ordinanza Morsiani, il che non senza aprire la strada a scenari inquietanti. Probabile comunque che il Procuratore del Fisco ricorrerà – come del resto avvenuto in passato in casi analoghi – nei confronti di tale decisione.

Il Tribunale vive una stagione che nel tempo si è parecchio complicata ed è proprio partendo da lì che si vorrebbe ora invertire il gioco delle parti. E tuttavia c’è da scommettere che gli attori in campo non si ritireranno certo dalle scene in punta di piedi accontentandosi delle dichiarazioni di strainnocenza di qualcuno.

E’ sempre la tv di Stato ad aver intervistato uno dei protagonisti della vicenda Cis, il finanziere arabo Ali Turki che ha fatto sapere di aver preso una residenza a Misano Adriatico in modo da restare vicino ai propri interessi, perché la questione per lui, che pare debba riavere indietro 30 milioni, non è affatto chiusa. Così come non ci risulta chiusa la vicenda Cis, attualmente colpita dal provvedimento di rigore di amministrazione straordinaria e blocco dei pagamenti. Le gravi criticità di quella banca erano note da tanto tempo a Bcsm che sotto la guida dell’attuale presidente Tomasetti, con decisione presa all’unanimità, ha deciso di sottoporle al Tribunale.

“I sottoscritti membri del Consiglio Direttivo unitamente ai membri del Collegio Sindacale della Banca Centrale della Repubblica di San Marino avendo ricevuto nell’ambito delle rispettive funzioni, una relazione da parte del servizio di Internal Audit della banca quale emergono fatti e omissioni che a giudizio degli scriventi potrebbero avere rilevanza penale, intendono con la presente sottoporre all’attenzione del Giudice inquirente tale documentazione”.

Su quelle carte ha lavorato il giudice verso il quale ora si è scatenato l’inferno. E’ notizia di ieri intanto che il collegio difensivo dell’ex direttore di Banca Cis Daniele Guidi ha depositato istanza di ricusazione nei confronti del Commissario della Legge Simon Luca Morsiani. A decidere sarà il Giudice dei Rimedi Straordinari Vitaliano Esposito.

La RepubblicaSM

 

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