Chiuso il 5° congresso Federazione Costruzioni e Servizi

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  • Allargare i meccanismi di protezione sociale a tutti i settori economici. E’ il primo punto della mozione conclusiva approvata all’unanimità, nella serata di martedì 10 marzo, dai delegati del 5° congresso della Federazione Costruzioni e Servizi della Confederazione Democratica.

    Eletti anche i 21 membri del direttivo, che con 9 nuovi ingressi risulta rinnovato del 43%. Ecco come è composto il nuovo direttivo FCS-CDLS: Gianluigi Giardinieri, Mirko Battazza, Mirko Bianchi, Nicola Canti, Gian Franco Frisoni, Orietta Neri, Tonina Taddei, Loretta Mazza, Leo Guidi, Davide Giovagnoli, Gian Franco Giusti, Roberto Simonelli, Franco Righi, Gabriel Guidi, Domenico Della Valle, Giorgio Barulli, Domenico Mazza, Simone Guidi,Francesca Guiducci, Roberto Giovagnoli, Adelmo Massimo Giardi.

    Nella mozione conclusiva i delegati, preoccupati per le ricadute sociali della crisi internazionale, “ritengono urgente” l’approvazione del pacchetto di leggi sulla riforma degli ammortizzatori sociali al fine di estendere le tutele ai settori attualmente scoperti: “in particolare “nei servizi e negli alberghi e ristoranti”.

    Preoccupazione anche per le difficoltà del sistema bancario e finanziario, dove si sollecita “una positiva soluzione della classificazione extra UE degli istituti di credito” e una “rapida conclusione” della vertenza contrattuale, “che salvaguardi il patrimonio di professionalità e il giusto riconoscimento sul piano economico”.

    Di fronte alle riduzioni di personale e ad alcune chiusure aziendali nel settore dell’edilizia privata, il documento congressuale sottolinea la necessità di “ripensare le politiche legate allo sfruttamento del territorio”, proponendo un “piano pluriennale di opere pubbliche e di riqualificazione urbanistica” in grado di privilegiare “le professionalità e le imprese presenti sul territorio”.

    Da ripensare anche la politica gestionale dell’Azienda di Stato di Produzione, attraverso un “ammodernamento tecnologico” e un inserimento dell’azienda in un progetto di opere infrastrutturali. Commercio e turismo da rilanciare, “con alleanze fra pubblico e privato”, e cogliendo “la grande opportunità dell’ingresso di San Marino nel patrimonio mondiale dell’Unesco”.
    Le politiche economiche del Paese devono mettere “in sintonia” l’offerta occupazionale con l’alta scolarità delle giovani generazioni, così come è rimarcata l’urgenza di completare la riforma pensionistica con l’introduzione della previdenza complementare, e di varare una riforma fiscale che assicuri un reale accertamento dei redditi, “soprattutto di quelli del lavoro autonomo”.
    Ferma la denuncia al fenomeno del precariato e del lavoro nero, “che si annida soprattutto nei servizi, nell’edilizia e nel settore turistico”.

    La mozione conclusiva invita infine il Governo a chiudere l’accordo di cooperazione economica con l’Italia, risolvendo definitivamente la questione della doppia tassazione dei lavoratori frontalieri attraverso un “trattamento fiscale più equo”.