CSU Federazione Industria: Anche l´ANIS firmi il contratto di lavoro!

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  • È necessario per ridare slancio al tavolo tripartito e concentrare tutti gli sforzi sul progetto per rilanciare l´occupazione e l´economia. È la richiesta che emerge con forza dall´Attivo dei Quadri della FLI. Dato il mandato al Direttivo FLI di decidere sulle ipotesi di soluzione della vertenza che emergeranno, sottoponendo la decisione finale ai lavoratori

    La conferenza organizzata dalla FLI, che ha visto la partecipazione della Federazione e delle Confederazioni sindacali, del Governo e delle Associazioni di categoria – tutti rappresentati ai massimi livelli – ha sviluppato un dibattito ampio e franco, e un´utile occasione di confronto sulle necessità più urgenti per il paese; in particolare, quella di condividere un percorso comune che porti a superare la crisi, migliorare le tutele di chi perde il posto di lavoro e di chi non lo ha ancora trovato, e a creare le condizioni per favorire gli investimenti e il rilancio dell´occupazione, dell´economia e dei livelli di stato sociale.

    Prendendo atto della “piena crisi strutturale” del sistema San Marino, che oltre agli effetti della crisi economica deve scontare forti difficoltà nei rapporti internazionali in particolare con l´Italia, le dichiarazioni dei relatori sono state  in gran parte propositive ed interessanti. Per il Sindacato, il tavolo tripartito istituito dal Governo, fatta eccezione per alcuni temi relativi allo stato sociale (ammortizzatori sociali e pensione complementare, su cui è partito il confronto), è sostanzialmente fermo. Ciò, in primo luogo a causa della mancata firma all´accordo tripartito del 9 luglio di ANIS e Associazioni bancarie, le quali hanno così negato il contratto di lavoro ai lavoratori di queste categorie.

    Tutti i relatori della conferenza si sono detti d´accordo sulla necessità  di ricucire i rapporti con l´Italia e di allargare il quadro dei rapporti internazionali  e di riposizionare complessivamente l´economia sammarinese attraverso un valido progetto di sviluppo, basato sulla centralità del lavoro e dell´economia reale, che faccia scelte precise sulle attività da implementare; il fisco leggero da solo non basta, bisogna creare le condizioni generali e strutturali perché San Marino sia appetibile da nuovi investitori, in grado di creare nuovi e qualificati posti di lavoro. In tal senso, quella che serve è una risposta di sistema, ridando il giusto valore al tavolo tripartito, in cui si ricerchi la massima coesione all´interno del paese, puntando da parte di tutti all´interesse generale.

    L´Attivo dei quadri della FLI, invita pertanto il Governo e la politica a promuovere nuove idee per lo sviluppo, privilegiando gli investimenti produttivi, con un´attenzione particolare alla protezione del territorio e dell´ambiente. Richiede altresì a gran voce posti di lavoro sicuri e obblighi formativi per le aziende, che venga fatta pulizia di tutte quelle società che portano danno di immagine al Paese e che non rispettano gli impegni di trasparenza economica e commerciale.

    Occorre che ci sia, dal Governo e in generale da tutte le espressioni della società, in questa fase anche di difficoltà nei rapporti con l´interlocutore italiano, una precisa assunzione di responsabilità e uno “scatto di orgoglio” per la difesa della storia millenaria di questo Paese e delle persone perbene che vi lavorano. 

    L´Attivo si è particolarmente soffermato sul rinnovo contrattuale del settore industriale, i cui contenuti previsti al tavolo tripartito non sono stati applicati alla gran parte dei lavoratori a causa della posizione dell´ANIS, che non lo ha sottoscritto, e del Governo che finora ha fatto ben poco per portare a compimento il percorso che ha intrapreso.

    Le motivazioni addotte dall´ANIS, e in sintesi riproposte nella conferenza, non giustificano il fatto che a pagare gli effetti della crisi siano i lavoratori, privandoli del rinnovo del contratto, peraltro con atteggiamenti unilaterali come l´annuncio del riconoscimento di aumenti pari solamente all´inflazione. Chiudere la partita contrattuale è necessario per riconoscere questo fondamentale diritto a migliaia di lavoratori che rappresentano uno degli assi portanti dell´economia e quindi del paese, sgombrando il campo da possibili conflittualità, e consentendo di concentrare tutti gli sforzi sulle scelte e sui progetti per uscire dalla crisi, per rilanciare l´economia, l´occupazione e la socialità, e per ricostruire un corretto quadro di rapporti internazionali.

    Non è accettabile che l´ANIS ponga come condizione per la stipula del contratto la definizione di un percorso di riforma delle norme che regolamentano la rappresentatività dei soggetti aventi titolo alla stipula dei contratti collettivi di lavoro. Pur riconoscendo che la reale e maggiore rappresentatività delle organizzazioni sindacali e imprenditoriali sia un elemento importante, è necessario coinvolgere tutti i soggetti, in primo luogo il Governo; e in ogni caso, non si può vincolare il rinnovo del contratto di circa 8mila lavoratori alla risoluzione di questo aspetto.

    L´Attivo chiede quindi con forza che l´ANIS sottoscriva il rinnovo del contratto con contenuti sostanzialmente equivalenti rispetto a quelli previsti al tavolo tripartito, eventualmente valutando la possibilità di allungarne la durata con l´obiettivo di salvaguardare il valore delle retribuzioni dall´inflazione in un periodo più lungo. In tal senso, viene dato mandato al Direttivo FLI di decidere sulle ipotesi di soluzione della vertenza che emergeranno e che vanno ricercate fino in fondo, fermo restando che la decisione ultima spetta ai lavoratori, che dovranno essere informati e coinvolti, entro la fine dell´anno, sugli sviluppi della vertenza contrattuale e sulle conseguenti iniziative.

     

    Attivo Generale dei Quadri FLI/CSU