DAL CONSIGLIO: L’INTERVENTO DI IRO BELLUZZI

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  • Ad un anno dall´insediamento del governo espressione del patto se un osservatore alla maggioranza volesse fare un consuntivo dell´attività dell´esecutivo e dei risultati raggiunti dallo stesso, in questo scorcio temporale sicuramente  incontrerebbe qualche difficoltà nell´individuare un percorso intrapreso dall´esecutivo o l´imbocco di una strada che porti alla soluzione di qualche problema o che perlomeno faccia intravedere orizzonti più rosei rispetto a quelli bui cui l´esecutivo ci sta costringendo.

    Ad oggi non è stato presentato un ben che minimo progetto per il rilancio economico del paese, non vi è stato elaborato un piano di sviluppo economico atto non dico a rimpiazzare ciò che non c´è più ma quantomeno a dare un minimo sostegno all´economia della repubblica.

    Rimanendo sempre sui temi che sopratutto hanno caratterizzato lo spazio temporale che ci separa dall´ultima sessione consiliare si può tranquillamente affermare che l´esecutivo ci sta abituando a delle situazioni che si ripetono ciclicamente sempre con gli stessi  identici risultati.

    Cioè l´entrata in vigore è rinviata alla firma dell´accordo contro le doppie imposizione, ed il fatto che ad oggi il sistema dei pagamenti non è assicurato in maniera immediata.

    Dalla scorsa sessione consiliare si è firmato l´accordo in materia finanziaria molto celebrato ma vacuo sia per la capacità di produrre prospettive, che per i contenuti se ci si pone dalla parte sammarinese mentre fortemente pregnanti se ci si pone dalla parte italiana.

    Anche in questo accordo appare chiara la svendita della sovranità e della statualità della repubblica, viste le concessioni che sono state effettuate nel corso della trattativa per giungere alla firma dell´accordo di cooperazione.

    E´ chiaramente manifesta una netta riduzione dell´autonomia del sistema finanziario ed economico della repubblica, senza che i titolari della trattativa siano riusciti ad ottenere in cambio di così importanti concessioni una ben che minima garanzia per la sostenibilità del sistema paese.

    Non risulta chiaro come si possa continuare a garantire ai suoi cittadini la piena occupazione,  di continuare a garantire la formazione e la specializzazione alle giovani generazioni e di poter continuare a erogare una elevata assistenza sanitaria e le garanzie sociali frutto di impegno e di sacrificio delle generazioni che ci hanno preceduto.

    Conquiste, quelle a cui ho accennato, che appartengono anche ai tanti concittadini che negli anni sono stati costretti ad emigrare per dare una prospettiva alle loro famiglie e per costruire la repubblica così come l´abbiamo conosciuta e che oggi sembra oggetto di un progressivo smantellamento. 

    Comunque in considerazione alla firma dell´accordo in materia finanziaria, ritengo grandemente lesivo del ruolo istituzionale del consiglio grande e generale il fatto che il segretario Mularoni non abbia riferito al consiglio stesso in merito all´accordo sottoscritto , ma oramai siamo avvezzi a questo atteggiamento antidemocratico di una parte della maggioranza.

    Poi un riferimento alle tante altre questioni che sono emerse in questi giorni.

    Argomenti che ci dovrebbero indurre  quanto meno a riflettere su quali possano essere le prospettive della repubblica se si continuano a far determinare le scelte per il futuro del paese da chi fino ad ora ha ricoperto un ruolo preponderante nell´attuale esecutivo, e dei tanti che si sono susseguiti nel ricoprire ruoli strategici dell´amministrazione della cosa pubblica.

    Oltre agli ragionamenti già trattati, che sicuramente sono i più pregnanti per le implicazioni che possono avere sul presente e per l´immediato futuro della repubblica, non vanno dimenticate alcune questioni che sono apparse in quest´ultimo periodo.

    Mi riferisco ad esempio tutta la vicenda legata a quella che è stata ribattezzata come vicenda licenziopoli, se è possibile logicamente in seduta segreta che sia data lettura della relazione della commissione amministrativa disciplinare.

    Purtroppo anche ciò che sembra emergere da questa vicenda, è il frutto del lassismo generale che ha portato piano piano a rendere sempre più fievole il confine fra ciò che può essere opportuno e ciò che non lo è, senza voler entrare in giudizi di merito legati alla legalità o illegalità dei comportamenti.

    Credo che attraverso un percorso quanto più virtuoso possibile per il corretto funzionamento dell´ amministrazione e della gestione della cosa pubblica occorra sempre più evitare di creare incompatibilità fra i ruoli che si vanno a ricoprire.

    Sono consapevole delle ridotte dimensioni della repubblica e dell´esiguo numero delle risorse umane di cui il paese può avvalersi, per cui può capitare che all´interno della stessa famiglia o gruppo familiare possono essere ricoperti ruoli configgenti fra loro, che potrebbero non permettere di raggiungere quella trasparenza tanto propugnata dagli attuali amministratori.

    Ritengo però che ora più che mai sia il tempo di intraprendere in maniera un percorso di trasparenza estrema che interessi anche  tutti gli artefici della gestione della cosa pubblica così da portarli ad evitare di andare incontro a tutte le possibili incompatibilità non solo formali, ma soprattutto sostanziali.

    Questo con cui concludo il mio intervento in comma comunicazioni, potrebbe sembrare a quest´aula svincolato da tutto il resto, ma credo che in realtà possa essere un elemento di riflessione sicuramente importante soprattutto in un momento particolare come quello che stiamo affrontando in cui praticamente tutto il sistema San Marino deve essere riprogettato.