Dipendenti Alfalum contro i licenziamenti: Vogliono buttarci dalla finestra

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  • La FLI-CSU ha consegnato ai gruppi consiliari una lettera

    Senza lavoro non c’è futuro. E’ forte e chiaro il messaggio che i lavoratori dell’Alfalum hanno lanciato oggi davanti a Palazzo Pubblico. Sono 60 i licenziamenti minacciati dall’azienda. Distribuito un volantino-appello ai consiglieri: Il Paese ha bisogno di scelte importanti e coraggiose per l’economia, lo stato sociale, l’occupazione.

    Il sit-in dei dipendenti della storica azienda d’infissi è iniziato poco prima dell’apertura dei lavori del Consiglio.  Per dire no ai licenziamenti  sono saliti in Piazza della Libertà un centinaio di lavoratori. La loro preoccupazione era manifestata a caratteri cubitali su alcuni cartelli: Governo e Anis, la crisi non la paghino i lavoratori, Alfa Lum, no ai licenziamenti, Non solo lavoratori ma anche persone.

    Vogliono buttarci dalla finestra!

    Nel volantino-appello consegnato all’ingresso di Palazzo Pubblico, hanno chiesto ai parlamentari una strategia di difesa dei comparti produttivi e dei posti di lavoro, perché insieme ai lavoratori dell’Alfalum ci sono altre centinaia di persone già licenziate e in mobilità.

    Oltre all’appello dei dipendenti Alfalum, la Federazione Industria della CSU ha consegnato ai gruppi consiliari una lettera in cui si chiede un impegno ancora più marcato nei confronti del Governo, affinché sia concretamente evidente l’alternativa ai 60 licenziamenti richiesti dalla azienda Alfalum, su 130 dipendenti.

    Nella missiva, la FLI-CSU ha inoltre sottolineato che il dibattito degli ultimi mesi si è focalizzato intensamente sul settore bancario-finanziario e, pur segnalando la importanza di questo settore,  intendiamo altresì evidenziare che i settori economici dell’industria produttiva oggi occupano circa 6mila persone, con una grande e importante presenza di personale sammarinese.

    L’Alfalum è la punta di in iceberg. La Federazione Industria di CSdL  e CDLS, che dall’inizio dell’anno sta affrontando una lunga serie di licenziamenti, continua  la lettera incalzando i gruppi consiliari sull’urgenza di un  piano anti-crisi: E’ necessario creare le condizioni di rilancio della nostra economia, facendo tutto il possibile per salvare  i posti di lavoro. Basta insomma con l’economia economia fasulla, vanno invece create le condizioni per nuovi investimenti produttivi, unica carta che può aiutare questo paese ad uscire dalle secche.

    La missiva si chiude con la richiesta di illustrare le nostre proposte all’organismo legislativo. Richiesta che i gruppi consiliari hanno accolto. L’incontro è previsto nella tarda serata.