Giannini e Reggia si presentano alla stampa, Marco Podeschi (DDC e Banca Centrale) invita tutta la stampa, tranne Giornale.sm, come mai?

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  • Gli obiettivi sono stati fissati, ma Banca centrale non puo’ essere lasciata sola, “e’ necessario l’impegno di tutte le istituzioni del Paese”, governo in primis. E’ l’appello lanciato dai nuovi vertici di Banca centrale, in un incontro informale, tenuto in via del Voltone, in cui neo presidente e direttore, Ezio Paolo Reggia e Mario Giannini, si sono presentati alla stampa sammarinese.
    Reggia prende la parola per primo per chiarire che il uso incarico non cessera’ finche’ non sara’ passata l’emergenza: “Nel momento in cui gli obiettivi saranno raggiunti, siano tre o quattro mesi- spiega- avro’ assolto la mia funzione e passero’ il testimone”. Intanto, precisa, un goal e’ stato messo a segno: “Al primo posto, nella scaletta delle priorita’, figurava l’insediamento del direttore generale”. Altro punto qualificante del programma-Reggia e’ invece il rafforzamento della vigilanza. In questa direzione, Giannini sottolinea l’importanza della delibera di rafforzamento strutturale assunta dall’istituto che prevede l’assunzione in tempi brevi di 6 dipendenti, 5 senior e 1 junior.
    Ancora piu’ urgente e’ pero’ l’individuazione del capo del settore vigilanza che dovra’ prendere il posto che fu di Stefano Caringi, l’ispettore “sfiduciato” dall’esecutivo. E per accelerare i tempi di ricerca del candidato, spiegano i dirigenti, sara’ interpellata una societa’ di cacciatori di teste. Ma il potenziamento degli 007 di Banca centrale non finira’ qui: Reggia anticipa l’intenzione di stilare un “piano biennale di rafforzamento”. Mentre in tempi brevi, sara’ conclusa la ricognizione giuridica del settore e il 1 aprile lo studio incaricato fornira’ un resoconto.
    Il direttore accenna quindi al suo debutto al tavolo della Commissione mista, del 22 marzo scorso e assicura che al tavolo interministeriale con l’Italia era gia’ dalla parte sammarinese: “La mia missione- assicura Giannini- e’ difendere Banca centrale e il suo sistema finanziario”. Dal suo punto di vista, “quello che viene rimproverato a San Marino- spiega- e’ il discorso sulle cose da fare che poi non vengono fatte”.
    Sul fronte interno, i vertici di Banca centrale raccontano gli esiti del primo incontro, tenuto ieri, con direttori e presidenti delle banche vigilate. “Con cui- spiega Giannini- si e’ creato un rapporto cordiale e sono state recepite le loro istanze, ora e’ necessario avere tempo per poterle verificare”. Il direttore precisa poi che il rapporto con gli istituti vigilati “non puo’ essere dall’alto ma di collaborazione”, dato anche il momento delicato per il sistema. Cio’ non significa pero’ abbassare la guardia: “La nostra attivita’ sara’ incentrata sul rigore- puntualizza Reggia- ma non sulla repressione”. Tradotto in parole povere: alle banche verra’ concesso il tempo necessario per adeguarsi ai nuovi standard richiesti, ma per chi non si mettera’ in regola, non saranno fatti sconti da una vigilanza che sara’ presto potenziata in termini di risorse umane ma anche normative.
    Infatti, Giannini anticipa un altro obiettivo della dirigenza: in tempi brevi ci sara’ bisogno di un regolamento per le finanziarie, “un settore visto con sospetto da parte italiana”. Ma per mettere in pratica tutte le buone intenzioni, “e’ chiaro che Bcsm non puo’ essere l’unica a fare i passi necessari- manda a dire- deve essere preceduta da una politica governativa”.
    Lo sguardo torna sulle banche sammarinesi: a domanda diretta, il direttore Giannini indica come “auspicabile” una politica di integrazione tra le banche sammarinesi. E sul dopo-scudo, riconosce che “un rallentamento di liquidita’ e’ possibile”, ma in realta’ “la patrimonializzazione degli istituti sammarinesi e’ buona”.
    Incalzati dalle domande dei giornalisti, Giannini e Reggia affrontano il tema Bankitalia con cui “e’ necessario approfondire i rapporti” e dopo Pasqua il direttore ha gia’ in agenda un incontro a Palazzo Koch. Ma Reggia sottolinea il ruolo fondamentale che hanno le istituzioni politiche su questo fronte: “Serve che la parte politica abbia consapevolezza che il problema non e’ Bankitalia o la Guardia di finanza- chiarisce- e’ un problema di insieme, complessivo. E cosi’, la politica deve fare la sua parte, mentre Banca centrale deve dare il suo contributo all’interno di un quadro organico”.
    Sulla vicenda che ha preceduto il loro arrivo, ovvero la decapitazione dei vertici di Banca Centrale, restano diplomatici: “Guardiamo al futuro”. E appunto, sul futuro politico della piccola Repubblica, dove si e’ ad un passo da un doloroso rimpasto di governo, Giannini si augura che l’esito non sia disastroso: “Non mi sembra il momento adatto per una crisi- conclude- spero che tutto sia risolto in tempi brevi”.

    fonte: Della Torre1