IL PSD SOTTOLINEA L’INADEGUATEZZA DEL SEGRETARIO GATTI E CRITICA LA FINANZIARIA 2010

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  • Il Paese si accinge a vivere la prossima settimana come passaggio cruciale per iniziare ad intravvedere gli elementi del futuro rispetto ad una condizione presente colma di difficoltà e di preoccupazioni.
    Ogni anno l’approvazione del bilancio rappresenta una occasione di rilievo per un esame complessivo dello stato del Paese, della sua economia, del suo stato sociale. In particolare in questa occasione le attenzioni sono particolarmente accese in relazione alle difficoltà che San Marino sta attraversando.
    Solo un mese fa, le forze del Patto hanno ritenuto opportuno festeggiare ma com’era evidentemente, i cittadini a tutto stanno pensando tranne che convincersi che ci sia qualcosa da festeggiare.
    Dopo un anno di Governo i sammarinesi riscontrano che  nonostante gli annunci ed i proclami i principali problemi si sono aggravati e le soluzioni si allontanano.
    Le forze sociali hanno progressivamente testimoniato la loro insoddisfazione fino a giungere alla proclamazione dello sciopero generale, chiara indicazione del livello del conflitto in atto.
    Le Associazioni di Categoria lamentano la totale assenza di politiche concrete di sviluppo che vadano oltre le semplici enunciazioni, e continuano a mancare firme importanti agli accordi del tavolo tripartito che risultano pertanto pesantemente depotenziati.
    La infinita serie di annunci delle firme imminenti e mancate fa apparire la conclusione effettiva degli accordi con l’Italia un orizzonte ancora lontano e dipinge uno scenario di confusione e di mancanza di certezze che induce molti operatori economici alla sfiducia e alla rassegnazione.
    L’approccio improvvisato alla questione europea rischia di offuscare la prospettiva che più di altre può garantire al San Marino un futuro di nuovo sviluppo.
    Aggiunta a tutto ciò la legge finanziaria che approderà per la sua approvazione in Consiglio Grande e Generale ha deluso in pieno le aspettative che su di essa si erano riposte: un testo di legge totalmente privo di politiche economiche di sviluppo concrete  e convinte, un testo di legge in cui le cifre di bilancio sono ottimisticamente mascherate, un testo di legge alla vecchia maniera in cui tutto è citato ma nulla è deciso, un testo di legge che somiglia più ad un gesto rituale piuttosto che uno strumento di rilancio e di consolidamento di un sistema in difficoltà.
    A fronte di tutto questo, piuttosto che assistere ad uno sforzo di raccolta dei migliori contributi e delle migliori condivisioni possibili, il Governo e la maggioranza aprono fronti dannosi e distruttivi, vedi la rimozione del Comandante della Gendarmeria, vedi l’incertezza con cui si predispongono le iniziative per rendere coerente il nostro sistema agli impegni sottoscritti in sede Moneyval, vedi la confusione di ruoli e di provvedimenti nei confronti del Tribunale, vedi i continui e evidenti bisticci sulle attività dei giochi.
    E, su tutto questo, spicca l’elemento di principale difficoltà che ormai tutti hanno identificato, dentro e fuori al nostro Paese: la totale inadeguatezza del Segretario di Stato alle Finanze Gatti.
    Le sue infauste dichiarazioni relative ai destini della Cassa di Risparmio, le più che infelici e goffe interviste in cui emergono le sue reali intenzioni sul futuro dell’economia di San Marino, le ormai quotidiane rivelazioni delle sue responsabilità nella vicenda Scaramella, la superficialità e la prepotenza con cui ha dimostrato di gestire le vicende legate ai recenti decreti sulle banche, fino a provocare vere e proprie crisi di rapporti, la arroganza con cui ha preteso di modificare a sua immagine e somiglianza la legge finanziaria con un blitz, mortificando il lavoro delle controparti sociali e dei colleghi di governo sono la prova di questa pesantissima condizione.
    E oltre a questo la ormai visibile impresentabilità della faccia del Segretario Gatti nei rapporti con gli interlocutori esterni, che giorno dopo giorno esprimono segnali chiari ed espliciti in riferimento alla sua totale inattendibilità.
    Il Paese pretende dalla politica risposte decise ai problemi urgenti che lo attanagliano.
    La politica, se intende continuare a rappresentare autorevolmente i propri cittadini, deve sapere rispondere responsabilmente e concretamente, oltre i litigi e le polemiche, evitando quelle condizioni di autosufficienza che apparirebbero solo patetiche.
    L’autorevolezza di un intero sistema ha bisogno di credibilità diffusa e della capacità di aprire al confronto tra i contributi di tutti, rispettando rigorosamente e senza confusioni ruoli e responsabilità.
    In questa direzione il Psd è impegnato a lavorare anche nei prossimi giorni per offrire il proprio contributo, convinti che nei momenti difficili si debbano lasciare le logiche di parte alle spalle per privilegiare gli interessi comuni.
    In questa direzione il Psd si impegnerà a rapportarsi con tutte le forze politiche e con tutte le sensibilità individuali, nel chiaro rispetto dei ruoli e senza obiettivi nascosti, affinché gli elementi di ostruzione e di ostacolo allo sviluppo del Paese e del benessere e della sicurezza dei suoi cittadini possano essere rimossi e superati.