La profezia di Cacciari: “Perché il centrodestra stravincerà”

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  • “Non basta avere un po’ di popolarità che ti arriva naturalmente per il ruolo che ricopri in un certo periodo. Per creare una forza politica occorre una struttura e un’organizzazione”. Il filosofo Massimo Cacciari nutre più di qualche perplessità sulla nuova avventura politica nella quale sembra pronto ad affrontare l’ex premier Giuseppe Conte.

    Un nuovo partito, guidato da Giuseppe Conte, quindi, secondo lei, non è destinato ad avere un futuro?

    “Conte ha acquisito una certa popolarità, ma un partito ha bisogno di ben altro di alcuni profughi dei Cinquestelle. Bisogna capire che spalle ha Conte e su che forze, anche economiche, si appoggia. Si è visto che fine fanno i Monti…”.

    E quale sarebbe lo spazio politico al quale Conte potrebbe ambire?

    “Sinceramente non lo vedo perché è in una posizione di centro. Da una parte verrà spiazzata dai Cinquestelle e dal revival movimentista e giustizialista che inevitabilmente si verificherebbe dopo la rottura, mentre dall’altra parte c’è il Pd. Occorrerebbe capire quale sarebbe la collocazione sociale di questa nuova forza politica. Ormai, però, nel nostro Paese si va avanti con movimenti d’opinione da 30 anni e, quindi, può darsi che un ruolo riesca pure a conquistarselo, ma mi pare molto molto difficile”.

    Il Pd deve temere la concorrenza del partito di Conte?

    “Il Pd ha da temere il suo nullismo: finché non fa un congresso, non forma un gruppo dirigente e non si dà una strategia deve temere anzitutto sé stesso. Poi, certo, se Conte si presentasse con un suo partito qualche voto al Pd lo toglierebbe, ma credo molto relativamente. Perché uno dovrebbe scegliere di votare Conte piuttosto che il Pd? Sono due forme diverse di una stessa visione molto moderata della politica. Sì, certamente non farebbe al Pd, ma neanche troppo male”.

    Però Zingaretti si è dimesso da segretario del Pd dopo l’uscita di un sondaggio che vedeva il Pd in picchiata libera a tutto vantaggio di un M5S guidato da Conte…

    “Se i Cinquestelle si ricompattassero con Conte leader così come sembrava inevitabile che accadesse, il M5S riprenderebbe un po’ di spessore e sarebbe concorrente anche nei confronti del Pd. Ma, se i grillini sono spaccati in due, chi vuoi che dal Pd vada a votare Grillo oppure Conte? Non esiste…”.

    Il Pd, sia di Zingaretti sia di Letta, ha puntato molto su Conte leader del M5S. E, ora, che succederà?

    “La linea dell’ex premier è la linea dell’intesa col Pd e, quindi, giustamente i dem hanno puntato su di lui. Conte, così come Letta e qualsiasi persona di buon senso, capisce che alle prossime elezioni Politiche o vi è un polo formato da Pd e M5S oppure non c’è partita. Vince la destra, che il suo polo lo formerà sicuramente, al di là di ogni concorrenzialità tra Salvini e la Meloni. La linea di creare delle intese tra Pd e M5S è, dunque, più che ragionevole. Che, poi, non sia sostenuta da alcuna strategia è un’altra questione, ma primum vivere…”.

    E, invece, di Beppe Grillo cosa ne pensa?

    “Qui si sono trovati tutti di fronte alla follia di Grillo che, dopo aver benedetto il nuovo governo anche contro tutti i mal di pancia del suo partito, ha benedetto Conte e, poi, lo ha silurato in questo modo. Bisogna chiedere il soccorso di qualche clinica psicologica per interpretare la vicenda…”.

    Ma un centrosinistra formato da Pd, LeU e dal partito di Conte può essere concorrenziale al centrodestra?

    “No, con Grillo e i Cinquestelle fuori dai giochi a fare movimentismo è impossibile. Non c’è partita, stravince la destra senza neanche scendere in campo…”.

    Ma un M5S movimentista significa che Grillo è pronto a uscire dalla maggioranza?

    “No, Grillo mica è così pazzo. Se uscisse dalla maggioranza, si ritroverebbe senza neanche un deputato. Nessun parlamentare pentastellato molla il posto sull’altare di Grillo. La metà di loro sono ancora incerti sul da farsi perché è garantita la sopravvivenza della legislatura”.

    Nei giorni scorsi, invece, è apparso il rumors che Conte possa uscire dalla maggioranza. Le pare uno scenario possibile?

    “Non esiste che Conte o Grillo escano dalla maggioranza. Nessuno vi esce. Questo governo dura fino alla fine della legislatura, a meno che Draghi non decida di passare al Quirinale. Solo in quel caso si andrà a elezioni anticipate. Nessuno, al momento, può mettere in discussione né Draghi né Mattarella. Questi sono spettacoli miserabili perché, che in un Paese che sta in queste condizioni sia debba parlare di cosa farà Grillo o Conte, vien da vomitare… Al netto di questo, né l’uno né l’altro costituiscono un minimo pericolo per Draghi”.


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