Le Federazioni Pubblico Impiego della CSU contestano la posizione del Governo sugli aumenti della PA.

  • Le proposte di Reggini Auto

  • Si è appena conclusa una pagina importante per il sindacalismo sammarinese, nella quale i lavoratori di tutti i settori hanno dimostrato una grande compattezza durante la trattativa al tavolo tripartito. Tant’è che non si è fatta attendere la reazione di alcune persone all’interno del Governo che, non avendo gradito troppo la rinnovata coesione del movimento dei lavoratori, hanno tentato di rompere il fronte.
    L’argomento del contendere è l’adeguamento inflazionistico delle indennità di funzione nella pubblica amministrazione: stiamo parlando di quelle indennità previste per legge, che a suo tempo erano state ritenute necessarie per riconoscere funzioni o professionalità particolari, che fanno parte della busta paga e non sono illegali fuoribusta. Stiamo parlando di quelle indennità che seppur previste dalla legge non sono più state rivalutate nell’ultimo decennio in ragione di una difficoltà economica del nostro Paese. Oggi la nostra Repubblica sta evidenziando una crisi strutturale propria, aggravata dalla crisi finanziaria mondiale, che interessa moltissimo gli imprenditori sammarinesi tanto che al tavolo tripartito hanno avanzato proposte normative tendenti ad aumentare la produttività delle proprie aziende a crisi mondiale superata, convinti dunque che ciò avvenga in tempi relativamente brevi.
    Nonostante la crisi venga sbandierata da tutti, i nostri governanti hanno confermato al tavolo tripartito che non siamo così disastrati come al tempo del famigerato buco di bilancio.
    Se questo è vero, è veramente immorale il maldestro tentativo di far credere all’opinione pubblica che la rivendicazione dei lavoratori della PA non è etica, pur trattandosi del riconoscimento di qualcosa che la legge decreta come un diritto. E ciò avviene snocciolando cifre che tendono a confondere le idee della gente; basti pensare che si lascia intendere esagerato uno stanziamento di trecentomila euro per l’adeguamento delle indennità quando se ne sono spesi quattrocentomila per organizzare “L’alba sul Monte”; e che dire dei costi sempre taciuti di una propagandata riforma della pubblica amministrazione?
    Ma questa è misera polemica che non produce niente. Impressiona invece l’assoluta mancanza di affidabilità di alcune persone del Governo che in sede tripartita hanno firmato un accordo che parla di una cosa, e poi all’atto dell’applicazione di ciò che hanno sottoscritto ne impongono un’altra. In altri ambiti tale comportamento si definirebbe strozzinaggio e sarebbe punito dalla legge. Ma a San Marino sembra ormai difficile trovare certezze. Quando c’era abbondanza chiunque sembrava saper governare le diverse dinamiche presenti nel nostro Paese. Oggi si tende ad improvvisare e dunque si fanno accordi che non si rispettano, oppure si fanno leggi incomplete per poi chiedere al sindacato di sottoscrivere accordi che rimedino alla mancanza del legislatore.
    Siamo nel caos assoluto. Sono troppo lontani i tempi in cui bastava una stretta di mano per fidarsi l’uno dell’altro; oggi non bastano più neanche accordi firmati.
    Ma noi di chi ci possiamo fidare? Se dobbiamo confrontarci per costruire la futura pubblica amministrazione crediamo sia difficile approdare a risultati positivi, soprattutto se, come ora, si firmano accordi e poi si applicano solo le proprie volontà.