L’INCENERITORE FATTELO A CASA TUA!….di Valentina Quadrelli

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  • Non ho mai scritto una lettera ai giornali ma leggendo l’articolo di ECSO sulle mirabolanti prospettive di sviluppo legate alla costruzione di un inceneritore in Repubblica, ho pensato che questa poteva essere un’ottima occasione per iniziare!

    Quando un paese si trova a dover affrontare i colpi inferti dalla crisi economica può capitare che, perdendo di vista le priorità della comunità, ci si getti a braccia aperte nella distruzione e nella follia più pura. Pensare di costruire un inceneritore a San Marino rientra proprio in questo tipo di “perdita del buonsenso”.

    Le banche, le finanziarie, le palazzine, i centri commerciali non fruttano più: ecco allora che gli “imprenditori” di questo paese si ritrovano a dover escogitare un nuovo business per far cassa, l’inceneritore per l’appunto. Poco importa a questi santi uomini se bruciare la spazzatura provocherà danni alla salute per tutta la popolazione presente e futura, poco importa se la devastazione ambientale non potrà neppure essere circoscritta ad un’area, poco importa se un progetto di “sviluppo” come questo non creerà nuovi posti di lavoro. La verità è che a San Marino la salute, la felicità, il Bene dei cittadini sono aspetti secondari rispetto agli affari di quei pochi che da anni muovono i fili della politica e dell’economia. E la cosa più sconcertante è che la popolazione, pur essendo consapevole di queste dinamiche, lascia fare.

    Ho 23 anni, forse un giorno avrò dei bambini e la sola idea che possano nascere e crescere in un paese che ha barattato la salute con il denaro mi fa provare ribrezzo. Sammarinesi svegliatevi! Vi stanno dicendo che questo paese deve vendere l’anima al diavolo per uscire dalla crisi economica, vi stanno dicendo che un inceneritore non è una fabbrica di tumori ma una prospettiva di sviluppo!

    Potremmo diventare una Repubblica virtuosa organizzando la raccolta differenziata porta a porta e riciclando i rifiuti perché – e questo i “santi” uomini dimenticano di dirlo – i termovalorizzatori non vengono più considerati come sistemi idonei per  lo smaltimento e ovunque si cerca di trovare vie alternative ed eco/bio compatibili. Se per i sammarinesi il denaro si rivelerà più importante della salute di figli e nipoti,  se la prospettiva di uno sviluppo rapido e la conseguente distruzione ambientale non convincerà la gente a protestare e a scendere in piazza allora mi spiace ma non potrò fare a meno di vergognarmi della mia cittadinanza.

    Al membro di ECSO che ha espresso questa “simpatia” per i falò di immondizia e per i gas propongo di smaltire la propria nel caminetto di casa sua, magari offrendo questo servizio anche ai vicini di casa, ma assicurandosi che i veleni si riversino solo ed esclusivamente nel suo salotto. Chissà perché immagino che non ne sarebbe entusiasta …

    Valentina Quadrelli