PROSEGUE L'ITER DELLA RIFORMA PA ecco cosa cambierà in campo disciplinare

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  • Proseguiamo l’approfondimento sulla Riforma della Pubblica Amministrazione prendendo in esame, con il Segretario Ciavatta,  il Progetto di Legge che tratta delle “Norme di disciplina per i Pubblici Dipendenti” attraverso gli spunti contenuti nella relazione con cui è stato presentato in prima lettura.

    Per garantire l’efficienza dei servizi pubblici è di fondamentale rilevanza disporre di una normativa che sancisca espressamente i doveri del pubblico dipendente e che, in caso di violazione di tali doveri, consenta all’Amministrazione di tutelare se stessa, l’utenza e l’autorevolezza degli stessi operatori di fronte ai cittadini. Il nuovo progetto di Legge intende dunque assicurare l’efficacia e la funzionalità del procedimento disciplinare, pur prevedendo le fondamentali garanzie per l’incolpato, al quale vengono riconosciuti ampi mezzi di difesa.

    Sono state in primo luogo ampliate le fattispecie che integrano le violazioni delle regole di lealtà e correttezza verso l’Amministrazione, modificando così una disciplina che prevedeva una serie di doveri ma non tutte le correlative sanzioni.

    Uno dei fattori che più di altri ha determinato la necessità di intervenire sulle norme di disciplina è costituito dalla conclamata inefficienza  del rapporto fra procedimento disciplinare e processo penale. Nella situazione attuale, l’Amministrazione deve attendere molti mesi, a volte anni, prima di poter intervenire su fatti oggetto di processo penale, con conseguenze spesso gravi. In attesa del pronunciamento del Giudice, infatti, il dipendente indagato sul piano disciplinare e penale non può essere rimosso dal servizio per il quale ha violato la Legge. In relazione a queste carenze il progetto di Legge introduce importanti novità:l’Amministrazione può infatti procedere in via disciplinare, anche quando nei confronti del dipendente risulti pendente un processo penale per lo stesso fatto. In questo caso il procedimento disciplinare viene avviato e portato a compimento, fatto salvo il caso in cui si renda indispensabile la sospensione del procedimento disciplinare per acquisire prove dal processo penale.

    Le nuove disposizioni contenute in questo progetto di Legge permettono quindi all’Amministrazione di tutelarsi in modo più efficace consentendole di adottare  le opportune misure disciplinari in tempi adeguati.

    Al fine poi di assicurare la massima trasparenza nel rapporto di lavoro fra dipendente e Pubblica Amministrazione è stato introdotto l’obbligo per il dipendente di comunicare al Capo del Personale l’avvenuta contestazione nei suoi confronti di un reato che può dar luogo a sospensione cautelare e introduce la possibilità, per il Capo del Personale, di disporre la sospensione cautelare in via d’urgenza, quando sussista il rischio che, con il decorso dei termini ordinari, l’Amministrazione possa risentire di un grave pregiudizio.

    Numerose, come si è detto, le misure per rendere al massimo garantista nei confronti del dipendente il procedimento disciplinare: piena applicazione del contraddittorio con trenta giorni di tempo per presentare memorie e deduzioni a discolpa e facoltà del dipendente di esaminare gli atti su cui si fonda l’addebito.

    Alla luce di queste innovazioni, rileva la Ciavatta, la P.A. disporrà di uno strumento di controllo più incisivo e funzionale, in grado di tutelare più efficacemente l’interesse pubblico ma con ampie garanzie di difesa per i dipendenti, in linea con gli obiettivi della Riforma della P.A.