Rimini, rifiuti pericolosi e amianto nel Rubicone: dieci denunce dopo il sequestro di terreni agricoli

Una pesante operazione della Guardia di Finanza di Rimini ha portato alla luce una situazione di grave degrado ambientale, con il rinvenimento di tonnellate di rifiuti pericolosi e amianto abbandonati in prossimità del fiume Rubicone, sul territorio della Provincia di Forlì – Cesena. L’area, di circa 110.000 metri quadrati, è stata utilizzata come discarica illecita, con l’accumulo di materiali estremamente dannosi per l’ambiente e la salute pubblica.

Una discarica illecita a pochi passi dal fiume
La scoperta dei finanzieri è stata tanto scioccante quanto preoccupante: tonnellate di lastre in eternit e manufatti contenenti amianto erano stati abbandonati in una vasta area agricola. Questi materiali, in stato di degrado avanzato, erano stati utilizzati come deposito per attrezzature agricole, senza alcuna protezione o sistema di impermeabilizzazione. Il rischio per l’ambiente e la salute era altissimo, poiché la dispersione di fibre di amianto e la presenza di materiali plastiche e metallici compromettevano gravemente la qualità del suolo e delle falde acquifere.

Sequestro e denunce: la risposta delle autorità
Il sequestro immediato delle aree da parte delle forze dell’ordine e la denuncia di dieci persone all’Autorità Giudiziaria sono il risultato dell’indagine condotta dai finanzieri. Le denunce riguardano violazioni in materia di gestione illecita di rifiuti e abbandono di materiali pericolosi, con particolare attenzione alla mancanza di qualsiasi misura di sicurezza nell’area. I rifiuti, abbandonati senza alcun controllo, rappresentano una minaccia concreta per la salute pubblica, soprattutto considerando il pericolo di contaminazione delle risorse idriche.

Un grave rischio ambientale
La situazione evidenziata dai finanzieri della Stazione Navale di Rimini non è solo una violazione della legge, ma un pericolo concreto per la salute della popolazione e per l’ecosistema. Le fibre di amianto, se disperse nell’aria o nel suolo, possono causare malattie respiratorie gravi, comprese le forme più gravi di tumori. Il fatto che questo materiale fosse stato abbandonato in un’area agricola, senza protezione alcuna, rende la situazione ancora più drammatica.

Le autorità ora dovranno affrontare il compito arduo di bonificare l’area, ma la denuncia degli abusi rimane un passo fondamentale nella lotta contro l’illegalità e per la salvaguardia del territorio.