RIMINI. I TENTACOLI DELL’ISIS SULLA CITTA’

Le intercettazioni delle persone indagate con il sospetto di essere fiancheggiatori dell’Isis hanno rivelato un quadro preoccupante. Per quanto apparentemente integrate nella nostra società, consideravano i musulmani moderati dei nemici da abbattere alla stregua delle nazioni occidentali.

Uno di loro ha lamentato invece di essere stato sottoposto alla gogna mediatica senza essere legato a trame eversive con l’unico risultato di un elevato danno alla sua attività commerciale. La moschea del quartiere Celle a Rimini viene ritenuta un centro occulto di propaganda e reclutamento dei cosiddetti “foreign fighters”. Un opera di proselitismo con la copertura dei viaggi-studio sul Corano in Egitto.

Uno scenario decisamente smentito dal responsabile della moschea Brahim Maarad, cittadino italiano di origine marocchina, giornalista, collaboratore dell’assessore regionale Petitti. “Qualsiasi discorso di carattere estremista non è tollerato. Spesso abbiamo segnalato alle autorità individui pericolosi per la coesistenza civile”.

Salvatore Occhiuto

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