Salvini evoca ancora la crisi: “Siamo nelle mani di Dio”

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Il ministro manda un messaggio chiaro agli alleati grillini: “Non c’è niente di certo”. Ed è ancora muro contro muro sulla Tav

Da un lato i grillini di fatto agitano il governo con il “no” all’Alta Velocità dall’altro c’è il Carroccio che sostiene sempre di più il “sì” alla Torino-Lione. Queste sono ore di grande tensione nel governo. Il ministro degli Interni riaprirà il dossier lunedì e quindi questo che è appena cominciato sarà un weekend di riflessione. “Ne riparliamo lunedì. Ne riparliamo da lunedì in avanti. Io sono per fare e non per disfare. C’è tempo, il venerdì è lungo, quindi ci sentiamo stanotte per chi vuole avere la mia sensazione sulla sensibilità del presidente del Consiglio, sulla Tav, sul Terzo Valico, sulla Tap, sul metano, sull’eolico e su tutto quello che può interessarvi”.

Ma di fatto il ministro usa parole che fanno temere una crisi dietro l’angolo: “Se i tempi sono quelli che ho sentito, la legittima difesa, il codice rosso e la certezza della pena entro la primavera saranno realtà”. L’orizzonte temporale della primavbera dunque potrebbe essere una sorta di assicurazione sulla vita del governo, ma Salvini anche su questo punto afferma: “Siamo tutti nelle mani del buon Dio. Non c’è niente di certo. È molto probabile che queste tre leggi siano leggi dello Stato entro questa primavera. Che ci sia un Parlamento è fondamentale perchè le leggi le approva il Parlamento”. Insomma tra la Lega e Movimento Cinque Stelle è ancora alta tensione. E il rischio di una crisi di governo resta sempre sul campo…

Il Giornale.it

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