San Marino. Alberi uccisi: ma l’architetto Boeri è al corrente?

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La Repubblica di San Marino giustamente ha deciso, almeno sulla carta, di volare alto affidando il nuovo piano regolatore allo studio dell’architetto Stefano Boeri. E’ inevitabile allora chiedersi come reagirebbe il grande architetto, celebre anche per la passione per gli alberi, ai cantieri che un po’ dappertutto a San Marino ne stanno decretando l’abbattimento. Tra i progetti più noti dell’architetto Boeri figura infatti il Bosco Verticale composto da due torri residenziali di 110 e 76 m di altezza, realizzato nel centro di Milano, ai confini del quartiere Isola che ospita 800 alberi (ognuno di questi di 3,6, o 9 metri). Il dubbio è che l’architetto Boeri non sia stato messo a parte di un tale scempio che è per prima la cittadinanza a non volere. Più volte abbiamo ricordato le parole di Renan il quale sottolineava: “la nazione è un plebiscito quotidiano e forse bisognerebbe cominciare a chiedersi se davvero si possa costruire prescindendo da ciò che pensano e vogliono i cittadini, non i politici burocrati”. Sempre restando nel campo dell’architettura è un altro amante degli alberi, l’architetto Renzo Piano ad aver scritto: “I cantieri sono luoghi di speranza, di pace. Si costruisce quando non c’è la guerra”. E poi ancora “I politici ateniesi quando prendevano in consegna una città assicuravano di renderla più bella di quando gli era stata affidata. E bella in senso greco, cioè anche buona e giusta”. Come può essere considerata cosa buona e giusta l’uccisione di alberi secolari che appartengono al patrimonio arboreo e dunque alla storia della Repubblica? Di qui l’appello accorato dell’associazione Porta del Paese in una lettera indirizzata al Segretario Michelotti e firmata dalla sua presidente Simona Capicchioni: “Onorevole Segretario, stamane (venerdì per chi legge, ndr) a nome dell’Associazione Porta del Paese è stata consegnata alla Reggenza una istanza per fermare i lavori di abbattimento in via Paolo Terzo e riconsiderare la desertificazione di quell’area. Risale a stamattina l’abbattimento delle piante di Murata e la gente è sotto shock. Vorrei ricordarle, parlando accoratamente, che lei per anni è stato paladino dell’ecologia e della salvaguardia del territorio e delle sue alberature; lei non può rimanere imperturbabile davanti a soluzioni che neanche per un momento mettono al centro il verde. Quello che stiamo perdendo, con argomentazioni zoppicanti, è il nostro patrimonio, la nostra bellezza. Le soluzioni alternative alla desertificazione ci sono, la possibilità di ripiantumare deve essere assolutamente presa in considerazione così come, glielo chiedo come cittadina, deve mantenere verso chi le ha dato fiducia, la parola data. Chi l’ha eletta lo ha fatto certo che in lei avrebbe avuto un alfiere a difesa dell’unica cosa che ci resta, in questo Stato andato in malora: la bellezza. Questa nelle fotografie allegate è la bellezza che stiamo perdendo: di fronte a questo non ci sono argomentazioni che tengano. LE CHIEDO QUINDI, A NOME DI CENTINAIA DI CITTADINI, DI SOSPENDERE I LAVORI PREVISTI PER LUNEDÌ per studiare una soluzione che coniughi sì la sicurezza, sì la tutela dei disabili ma anche la bellezza di cui i cittadini hanno il diritto di godere e il dovere di preservare. Resto a disposizione per eventuali riflessioni che potremmo fare insieme e in attesa trepidante di un cenno”.

Repubblica Sm

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