San Marino. Asset Banca, Ercolani: “Nessuno vuol tornare al vecchio sistema”

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print
  • Le proposte di Reggini Auto

  • Sono di attualità in questi giorni le vicende legate alle sentenze del Tribunale di Forlì con riferimento al nostro sistema bancario. Forlì non ha trattato solamente Asset Banca e Cassa di Risparmio ma in passato si è interessata anche dell’Istituto Bancario Sammarinese (IBS). Perché tanta attenzione verso la Repubblica di San Marino? L’evasione fiscale italiana, considerata automaticamente riciclaggio dal sistema giudiziario italiano, è considerata uno dei reati più gravi presso i Tribunali italiani. Le banche di San Marino che ricevevano soldi dagli italiani erano considerate non solo conniventi ma anche autori e registi di questo reato. Allora le normative tra i due Stati erano meno allineate di adesso. La raccolta “sporadica” fatta dalle banche sammarinesi in Italia per strette esigenze della clientela stessa, la quale aveva aperto il conto corrente presentandosi personalmente agli sportelli bancari sul Titano (elemento fondamentale a fini giudiziari) meritano condanne a 3 anni di reclusione? Questo è reato? Le banche e le finanziarie sammarinesi sono state considerate dei collettori di somme riciclate, quindi tutte da condannare. In passato la nostra economia si è basata sugli utili delle banche, le quali contribuivano al 60% del Pil. Tutti ne hanno giovato: imprese, fornitori, dipendenti e Stato. Quest’ultimo ha incamerato imposte e tasse a beneficio di tutti i cittadini creando avanzi di bilancio con disoccupazione ai minimi storici. Ora che il sistema bancario produttore di utili non esiste più si parla ovviamente di patrimoniale, sanatoria e debiti da contrarre a carico della popolazione. Nessuno vuol più tornare a quel vecchio sistema, ma la beffa è che da quell’economia passata tutti rifuggono cercando di trovare dei colpevoli per addormentare le proprie coscienze. Il giustizialismo e la voglia di sangue non ha mai pagato, se non per secondi fini politici ed economici, e in definitiva non porta da nessuna parte. E non parlo solo del sottoscritto, il quale è sempre stato abituato a lottare. Sto parlando di persone arrestate e condannate in via definitiva solo per aver cercato di fare al meglio il proprio mestiere. La loro buona fede, conoscendoli personalmente, non è in discussione. E qualcuno ci ha rimesso anche la vita dal dispiacere di essere rimasto isolato. In sostanza: stessa normativa, due pesi e due misure applicate. I casi sono tanti. E cosa fa qualche giornale o media? Specula su questo fatto prendendo le distanze e dimenticandosi di quando anni fa prendeva sponsorizzazioni dagli attori di quel tipo di sistema economico che ora attacca? A Ottobre ci sarà il processo alla Banca di Stato. Cosa farà il Governo? Si comporterà come nel 2009 dove le istituzioni e la proprietà di Cassa diedero in pasto a Forli la banca o la difenderanno? Cosa pensa di fare questo Governo in tal senso? Concludo con una precisazione: la somma di circa 17 milioni è stata dissequestrata e messa a disposizione di Asset Banca e la condanna di 8 anni e 10 mesi al sottoscritto, sempre in primo grado, è stata data per 6 anni circa per il versamento di 200.000€, e per 2 anni circa per presunta raccolta abusiva.

    Stefano Ercolani