San Marino. Cis, altro mese di passione per i correntisti

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C’è chi ha sperato fino all’ultimo che i conti in banca Cis venissero sbloccati e tuttavia, scaduto il termine della proroga, Bcsm ha subito comunicato il suo prolungamento. La prossima scadenza è il 21 giugno, altro mese di passione per i correntisti che, vista l’aria che tira, non è nemmeno detto sia l’ultimo. Che cosa succederà dopo per il momento nessuno lo sa, anche se nella giornata di ieri nella cornice di Palazzo Begni c’è stato un importante incontro e il Comitato per il credito e Risparmio di cui fanno parte i segretari di Stato, è stato allargato alle opposizioni e ai sindacati che assieme hanno incontrato il commissario Bonfatti e Bcsm. Il focus è stato sul progetto di legge che riguarda la risoluzione delle crisi bancarie e che è stato esaminato e affinato in un clima che dalle indiscrezioni è sembrato essere piuttosto positivo. La tempesta si è però scatenata ugualmente a causa di una ‘dimenticanza’ sulla quale Ucs, che non è stata invitata al tavolo, non ha voluto soprassedere e in una lunga nota dove ha abbandonato i modi riguardosi ha scritto:
“Ci fa molto piacere che Il Sindacato sia stato invitato a partecipare al Comitato per il Credito e il Risparmio allargato di oggi 22 maggio (ieri per chi legge, ndr) ci fa meno piacere vedere che UCS non è stata invitata. Rappresentiamo praticamente tutte le tipologie di cittadini della Repubblica, e da quattro mesi chiediamo informazioni sul CIS, che oggi ha prorogato per altri 30 giorni il blocco fino al 21 giugno: perché non siamo stati invitati? Noi rappresentiamo i cittadini che ogni giorno vengono o telefonano al nostro ufficio per avere informazioni, per risolvere i loro problemi, per segnalare anomalie e diamo informazioni a tutti tramite i nostri canali informativi, iscritti e non. Essendo per San marino un periodo non propriamente roseo per il comparto bancario ed avendo purtroppo una banca, il Cis, in commissariamento riteniamo che sarebbe stato opportuno invitare al CCR allargato, anche le associazioni dei Consumatori. Il Comitato per il Credito e il Risparmio, CCR, è un organo a cui è attribuita la funzione di indirizzo e di orientamento dell’attività di vigilanza bancaria, finanziaria e assicurativa. UCS si è sempre posto in un’ottica di confronto e condivisione, portando le problematiche delle persone e i suggerimenti per intraprendere le varie risoluzioni a tutti i tavoli dove è ed è stata chiamata. Accorgersi che a volte chi è preposto alle convocazioni/inviti, non ritiene opportuno o si scorda di chiamare un’associazione che dalla sua ripresa operativa, circa un anno fa, è diventata un punto di riferimento della popolazione, fa pensare che tutti parlino di condivisione ma che nei fatti non ce ne sia tanta da nessuna parte. Oggi è stato prorogato per il quinto mese il blocco per banca CIS. Abbiamo chiesto a più riprese alla politica di attivarsi per portare un decreto similare a quello del 2014 per chi ha i mutui in scadenza, e abbiamo chiesto fin dal primo periodo di blocco, l’ammorbidimento del blocco stesso: nessuna risposta ufficiale, a supporto dell’utenza; solo obblighi su della liquidità non fruibile. In quattro mesi di blocco non è mai stato convocato un tavolo congiunto con BCSM, col Commissario di Banca Cis e con le associazioni Consumatori, ed oggi che si riunisce il CCR allargato, invece di pensare ad un modello inclusivo con tutte le forze sociali, si è optato per una non inclusione, che sicuramente non aiuta a far squadra e che altrettanto sicuramente non dà un bel segnale o una bella sensazione. Avevamo scritto che la politica non può impiegare un lasso di tempo così ampio per dare risposte, adesso aggiungo anche, afferma il Presidente UCS Francesca Busignani, che non può non condividere con chi rappresenta i cittadini, i percorsi o le informazioni che servono ai cittadini stessi per riprendere fiducia e capire dove sta andando questo Paese”.
Su banca Cis oltre alle preoccupazioni dei correntisti continuano ad aleggiare quelle dei dipendenti della banca che oggi manifesteranno davanti al Begni e quelle del Consiglio di previdenza che ha dato mandato ai legali di depositare un esposto in tribunale per verificare la regolarità dei depositi in banca Cis. Frattanto si fanno sempre più insistenti le voci di due possibili acquirenti per l’istituto.

Repubblica Sm

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