Il progetto di legge “Il Condominio degli edifici”, presentato dal segretario di Stato per l’Industria Marco Arzilli, è al centro dei lavori odierni della Commissione consiliare permanente riunita a Palazzo Pubblico. “Questa legge- spiega il segretario di Stato- colma un vuoto nella normativa sammarinese sulla gestione e amministrazione di condominio”. Arzilli sottolinea come la sua elaborazione sia stata il frutto della collaborazione dei professionisti sammarinesi- avvocati e notai, ordine degli ingegneri e architetti geometri, amministratori di condomini- impegnati e coinvolti nella sua stesura. Inoltre la norma nasce dall’approvazione di un’Istanza d’Arengo del 2011. “Seppure dopo diversi anni- conclude- si è arrivati a una norma la cui elaborazione è abbastanza lunga perché sia il più esaustiva possibile”. In Aula tutti i commissari riconoscono l’importanza del provvedimento, di natura prettamente tecnica e giuridica, e la disponibilità al confronto sugli emendamenti del governo in modo propositivo. Numerosi anche gli emendamenti presentati dai commissari. Inizia quindi l’esame dei 35 articoli del progetto di legge: i lavori della seduta pomeridiana si interrompono all’articolo 11 “Nomina e revoca dell’amministratore” e riprenderanno in seduta notturna.
Di seguito una sintesi del lavori della seduta del pomeriggio.
Comma 2. Esame in sede referente del progetto di legge “Il Condominio degli edifici”.
Marco Arzilli, segretario di Stato per l’Industria: “Questa legge colma un vuoto nella normativa sammarinese sulla gestione e amministrazione di condominio. E’ stata una legge importante per la sua preparazione, che ha visto la collaborazione dei professionisti sammarinesi- avvocati e notai, ordine degli ingegneri e architetti geometri, amministratori di condomini- nasceva dall’esigenza di un’Istanza d’Arengo approvata nel 2011. Seppure dopo diversi anni, si è arrivati a una norma la cui elaborazione è abbastanza lunga perché sia il più esaustiva possibile. Abbiamo presentato una serie di emendamenti di natura puramente stilistica e formale per migliorare il testo, li discuteremo mano a mano. Con la norma, si va a definire anche come si gestiscono i condomini, obblighi e doveri. Credo che il nostro Paese avesse bisogno di questa norma, ci sono stati problemi ed è giusto non succedano più”.
Maria Luisa Berti:, Ns: “Esprimo considerazioni di favore sul contenuto della legge che, per la prima volta, disciplina una materia particolare e importante per gli effetti che si ripercuotono sulla convivenza delle persone. Questo Pdl ha richiesto un lavoro corale fra diversi soggetti interessati da questa disciplina e non solo amministratori condominiali. E’ un progetto di legge di natura prettamente tecnica e forse è meglio intervenire e approfondire nel corso dell’esame dell’articolato”.
Andrea Belluzzi, Psd: “Ritengo questa normativa abbia il merito prima di tutto di porre dei punti fermi e di chiarire alcuni aspetti che hanno portato pendenze nel nostro tribunale e penso possa chiarire molti principi generali. Merito va a tanti professionisti che già esistono, quindi gli amministratori che ben hanno operato, e che questa norma va a fotografare. Finalmente si arriva a una normativa, dopo episodi che hanno visto presenze di scarsa professionalità andare e deprimento di chi lavora bene e correttamente. Questa norma va a valorizzare questi ultimi professionisti. Il testo sembra ben equilibrato. Mio auspicio è che si possa tenere in considerazione del momento economico non facile, perché si valorizzi sì l’amministratore di condominio per una corretta gestione della cosa comune, dall’altra che si possa comunque garantire, per il principio della libera determinazione nella nomina dell’amministratore, che le piccole proprietà di condominio non abbiano obblighi gravosi. Ci siamo distinti in passato per questo. Teniamo in considerazione della giusta misura, tenendo conto che le norme che si introducono sono a garanzia, per evitare episodi spiacevoli nel caso di condomini amministrati da cattive professionalità”.
Alessandro Mancini, Ps: “In prima lettura il Ps aveva giudicato l’impianto normativo un buon strumento, sappiamo le esigenze del nostro Paese e siamo contenti che in Commissione si arrivi ad un ulteriore passaggio per l’aspetto giuridico e operativi. Il Ps si rapporta a questo Pdl in maniera costruttiva e propositiva”.
Alessandro De Biagi, Ps: “Sono un operatore del settore, ho contribuito al tavolo tecnico per la stesura della legge con le categorie e sono qua per dare un contributo chiarificatore e mi asterrò dalla votazione dei singoli articoli”.
Roberto Ciavatta, Ps: “Non sono un tecnico del settore ma abito in un condominio, sono a conoscenza delle mancanze nell’amministrazione condominiale, è importante addivenire a questa legge. Ci sono verifiche ancora da svolgere, non ho letto ancora gli emendamenti del governo. Il nostro movimento ha presentato emendamenti e rimando alla fase della discussione dell’articolato le osservazioni in merito, ribadendo l’opportunità per portare la norma in commissione. Senza fare polemica, rispetto quanto detto dal collega De Biagi. I chiarimenti della norma le deve dare un tecnico e reputo inopportuno sia presente in Aula un consigliere dimissionario che ha collaborato alla legge”.
Valeria Ciavatta, Ap: “Noi siamo talmente bisognosi come realtà sammarinese di una normativa di questo tenore e lo siamo da tanto tempo per cui oggi la consideriamo una normativa tecnica che regola sotto il profilo amministrativo e civilistico l’esistenza di realtà che non hanno avuto un riconoscimento e che si rimettevano a norme di diritto comune. Ci siamo concentrati sulla tutela delle persone che entrano in rapporto con questo tipo di comproprietà. Tuttavia potremmo rischiare di non tenere in considerazioni una serie di situazioni che si creano in regime di comproprietà. Poi si dice che il condominio si deve iscrivere al registro della Camera di commercio che può avere un codice operatore. Detto questo non vorrei che, per regolamentare situazioni che effettivamente necessitano di un intervento forte come questo Pdl, non ci ricordassimo che comproprietà del condominio ci possa essere in altre forme. Non va bene poi ‘Deve iscriversi alla Camera di commercio’, non si può essere obbligati. Basterebbe semmai definire nell’articolo 1 che gli obblighi previsti non siano obblighi impraticati od odiosi per la più frequente fattispecie di comunione all’interno alla famiglia, dove ci sono magari questioni legate all’eredità o situazioni di comproprietà di una piccola cosa. Per il resto anche io voglio dire che è meritorio aver posto mano alla materia, si aiutano le persone ad avere certezza dei loro diritti. Poi nel dettaglio vediamo, visto che ci sono molti emendamenti, dove ci siano prescrizioni di carattere obbligatorio, sia valutato di volta in volta”.
Fabio Berardi, Pdcs: “Come lista cogliamo con favore questa normativa, sono a conoscenza di tante situazioni condominiali conflittuali, la figura di regolamentazione di questo ambito porterà favore rispetto al piano della sicurezza (per es.l’ antincendio), tutti aspetti che possono essere seguiti meglio rispetto al passato. Chiedo infine se è possibile valutare per i piccoli condomini una gestione più flessibile. Cogliamo con favore e sosteniamo questo provvedimento”.
Andrea Zafferani, C10: “Dal punto di vista tecnico mi affido all’ascolto e al dibattito di colleghi che sono più dentro alle questioni giuridiche, per valutare problematiche nate in questi anni. Dal punto di vista politico dico che la norma era necessaria, c’era un’istanza datata 5 anni fa. Siamo stati presenti per quanto possibile nel cercare di spinger la segreteria a fare presto. Onestamente pensiamo ci sia messo troppo tempo rispetto quello che si poteva fare. Detto ciò, meglio tardi che mai. Arriva oggi un Pdl che andrà a migliorare una situazione che ha creato problematiche. C’è un approccio positivo da parte nostra sul testo, presentiamo pochi emendamenti, uno di questi riguarda la questione sollevata da Berardi, pensiamo anche noi per piccoli condomini sotto 6 condomini ci possa essere gestione più flessibile. Abbiamo previsto che l’amministratore possa essere uno dei condomini”.
Tony Margiotta, Su: “Anche io esprimo positività rispetto questo Pdl, crediamo fermamente fosse necessario mettere regole chiare e individuare figure con competenze precise per poter amministrare condomìni. Positivo che chi ha studiato il Pdl siano stati professionisti con conoscenza della realtà”.
Marco Arzilli, segretario di Stati, replica: “Ringrazio tutti i commissari perché hanno sottolineato la necessità di dotare il Paese di una norma sulla materia dei condomìni. Sono state fatte alcune osservazioni, interessante è poterci ragionare. Noi insieme al gruppo tecnico abbiamo lavorato per inquadrare la norma rispetto all’esperienza al tavolo di lavoro, primo problema è andare a tutelare le parti più deboli del condominio. Abbiamo avuto attenzione perché non fosse gravosa l’operatività per i piccoli condomìni. Abbiamo lavorato sul numero di media dei condomini. Così come non obbligare a codice identificativo sotto una certa soglia, ma anche in questi casi, come diceva anche Zafferani, non essendoci l’obbligo di un amministratore, se vuole esserlo un proprietario non penso ci siano problema. Vi chiedo solo, se ci fosse maggioranza di condomini che volessero dotarsi di amministrazione, forse è il caso di valutare un parametro in modo che chi si oppone non blocchi la volontà della maggioranza che vuole l’amministratore”.
Si conclude in seduta notturna l’esame dei 35 articoli del progetto di legge “Il Condominio degli edifici”, presentato dal segretario di Stato per l’Industria Marco Arzilli, con la sua approvazione. Su 11 presenti sono infatti 6 i voti a favore del Progetto di legge e 5 gli astenuti, zero i voti contrari.
Concluso l’esame, il segretario di Stato chiede ai commissari di poter accelerare i termini per la presentazione in seconda lettura del provvedimento nella sessione consiliare di luglio. Sia Roberto Ciavatta di Rete, sia Andrea Zafferani di C10, attenendosi alle posizioni dei loro movimenti, e sottolineando il fatto che i ritardi non siano attribuibili all’opposizione, non consentono l’abbreviazione dei termini (per cui è necessaria la totalità degli assensi in Commissione). Prima di terminare la seduta, l’Aula indica infine come relatore unico del provvedimento Maria Luisa Berti, Ns.
In apertura della seduta notturna i lavori sono ripresi dall’articolo 12, “Requisiti dell’amministratore”. Su sollecitazione dei commissari, si giunge all’accordo con il segretario di Stato per introdurre un comma 8 aggiuntivo volto a consentire ad un condomino di essere lui stesso amministratore del condominio in cui risiede, purché frequenti un corso di formazione iniziale, derogando alla possibilità di avere un codice operatore economico. A seguito dell’accordo Roberto Ciavatta di Rete ritira il suo emendamento parzialmente abrogativo.
All’Art.15 “Dissenso dei condomini rispetto alle liti”, Andrea Zafferani di C10 presenta un emendamento totalmente abrogativo. Si arriva alla mediazione con il segretario e si specifica che l’atto di dissenso deve essere motivato, per cui Zafferani ritira l’emendamento. All’art. 20 “Convocazione assemblea” è approvato con parere favorevole del segretario di Stato l’emendamento modificativo di C10, relativo alla modalità di ricezione dell’avviso di convocazione da parte del condomino. All’art. 25 “Impugnazione delle deliberazione dell’assemblea”, Rete presenta un emendamento modificativo al comma 2 per introdurre una casistica non compresa nella stesura e due abrogativi ai commi 7 e 8, proposti “per evitare ripetizioni”. Su parere non contrario del segretario di Stato, viene approvato il primo emendamento di Rete, mentre i successivi due sono ritirati. All’art. 31 “Disposizioni di carattere fiscale”, Roberto Ciavatta di Rete propone un emendamento per specificare che l’amministratore è “tenuto a registrare” mediante l’uso del portale Smac le spese condominiali deducibili sostenute dai condomini, per sottolineare l’obbligatorietà di questo passaggio. Il segretario Arzilli spiega che l’articolo è stato confezionato dalla segreteria per le Finanze. L’emendamento di Rete è alla fine approvato. All’art.34, “Disposizioni di attuazione”, viene respinto l’emendamento proposto da Andrea Zafferani, C10, Comma 2bis – aggiuntivo, perché sia fissato il termine di 60 giorni per l’emissione di decreti e regolamenti previsti dalla legge dalla sua entrata in vigore.
SMNA