San Marino. Ecco chi ha ‘pagato’ veramente!

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In questi giorni Matteo Ciacci (Libera) ha fatto nuovamente capolino sullo scenario politico con uno slogan a lui caro, quello delle azioni di responsabilità che sarebbero state fatte partire. Evidentemente il giovane politico non ha detto del tutto addio ai suoi sogni di gloria. Vedremo se i cittadini gli permetteranno di realizzarli sulla base di quelli che appaiono – potremmo sbagliare? – solo come fumosi e non del tutto disinteressati, annunci preelettorali. Del resto parlare genericamente di azioni di responsabilità quando il commissario di Asset banca, Roberto Venturini, citato nell’inchiesta del cosiddetto caso titoli e nominato dagli ex vertici di Bcsm, starebbe ancora ‘lavorando’ a San Marino, appare quantomeno paradossale. Sappiamo dalle carte giudiziarie che se la politica avesse svolto il proprio ruolo di tutela nei confronti degli interessi del Paese e dei cittadini, non saremmo qui a fare la conta dei disastri.
“Convergenti e credibili riscontri testimoniali – si legge nelle carte – attestano che l’operazione sui “Demeter” è resa possibile infatti da un ben preciso stile operativo della Direzione Generale, sciolta da qualsiasi tipo di ossequio legislativo, statutario e regolamentare, pressoché autoreferenziale non solo all’interno dell’Istituto ma anche nel contesto politico ed istituzionale di quella fase. Non si tratta naturalmente di mera, anzi fisiologica e nel tempo auspicata, “autonomia” nell’indirizzo di Banca Centrale, bensì di un margine d’azione d’ampiezza tale che, apparentemente, nessuna resistenza istituzionale, o critica politica, o reazione di sistema dei soggetti vigilati, sembravano in quella fase storica in grado non tanto di scalfire bensì nemmeno far oggetto di interferenze percepibili, rispetto ad una apparente insindacabilità dell’azione di Banca Centrale”.
E’ grave anzi gravissimo che come attestano le carte, nessuno abbia ‘interferito’ con il piano portato avanti da fuori con regia esterna ed interna a San Marino. A cosa serve allora un governo? A onor del vero però qualcuno che ha provato a difendere le istituzioni con forza e senza risparmiare energie c’è stato. E qui senza voler appiccicare ali di angelo a nessuno, non possiamo dimenticare l’azione delle ex opposizioni che hanno lavorato sodo per far venire a galla ciò che stava andando in scena. Quando nel 2017 Ciavatta disse in Consiglio che non avevamo più Gatti (oggi Rf lo ha rivitalizzato) o Stolfi ma avevamo Celli e Podeschi e che il primo rispondeva a Grandoni, le cronache – un giornale era stato fatto chiudere! – riportano che si scatenò una discreta bagarre. Eppure non ci risulta che qualcuno che oggi dice di avere le mani libere abbia preso le distanze. Più che per sventare il piano a ben vedere si lavorò per mettere a tacere chi aveva provato a scoperchiare il calderone. All’epoca non furono ammesse interferenze. Proprio così visto che finora gli unici a pagare veramente sono stati coloro che si sono battuti con forza per svelare un progetto che altrimenti con tutta probabilità sarebbe andato in porto e avrebbe significato una fine certa per San Marino.
Ovvio che chi ha visto andare in fumo i propri piani abbia perduto la testa e sia in preda alla più totale disperazione politica.

Repubblica Sm

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