San Marino. Intervista di Repubblica Sm a Giuliano Tamagnini (Csdl): “Se mancano dei soldi è perché qualcuno li ha rubati”

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  • Nelle stanze della politica si respira in questi giorni uno strano clima. Così a governo caduto, la ex maggioranza sembrerebbe aver recuperato una inedita vitalità tanto da essersi messa in testa di portare avanti il proprio programma, il non fatto di questi tre anni di legislatura, in appena due mesi. Ne abbiamo parlato con il segretario della Csdl Giuliano Tamagnini che pur se con pochissimo preavviso, nel tardo pomeriggio di ieri ha preso parte alla seconda seduta del cosiddetto tavolo istituzionale.

    Segretario, ha partecipato al tavolo?
    “Sì certo, ho partecipato pur avendo ricevuto l’invito di sedere a quel tavolo con un certo ritardo, mancava poco alle 20 di martedì quando è stata spedita una mail con la convocazione per mercoledì alle 17. Non posso non notare inoltre che se il buongiorno si vede dal mattino, non abbiamo avuto una buona partenza considerato che al primo incontro nessuno, né i sindacati né le categorie, sono stati invitati”.

    Dalle indiscrezioni sulla tabella di marcia sembra ci sia molto lavoro da fare. Qual è la sua opinione?
    “Non credo, ma io non sono un grande esperto di queste cose, che sia il momento delle scelte politiche importanti. A Consiglio sciolto ciò sarebbe innaturale. Assurdo poi tentare di fare in due mesi quello che non si è fatto in tre anni, sarebbe umanamente impossibile. Io che non sono un fenomeno, ho bisogno di tempo. La democrazia non è uno scherzo, occorre confrontarsi, vanno rispettati i tempi burocratici. Non si decide da soli, per esempio sulla riforma pensionistica si decide assieme ai pensionati”.

    Su questo punto il Segretario al lavoro Zafferani ha avuto parole piuttosto dure nei confronti dei sindacati.
    “Personalmente trovo che Zafferani abbia tutta la libertà di formarsi le opinioni che crede. Il problema è più legato al suo ruolo di ministro che quando fa certe affermazioni è passibile di qualche sanzione da parte degli organismi internazionali. Non è passato molto tempo da che assieme al Segretario Zafferani abbiamo festeggiato il centenario, se non crede in questo tipo di dialogo poteva evitare di venire a Ginevra. Il problema è che se ci sta uno scontro da bar, non ci sta invece l’attacco a chi la pensa in maniera differente e allora a suo modo di vedere deve essere limitato sia dal punto di vista economico che normativo. Peraltro la nostra legge sulla rappresentatività (che fra le altre cose stabilisce il peso delle organizzazioni) dà la misura di un percorso di civiltà che altri Stati non hanno fatto e per questo guardano a noi con interesse. Possiamo essere un esempio per gli altri (non lo siamo su niente ma su questo potremmo esserlo). Dire che il dialogo sociale va ridotto ci porta però su tutta un’altra strada”.

    Tornando al ‘tavolo’, c’è un argomento in particolare che ha portato all’attenzione della politica?
    “Certo che sì. C’è un argomento che non possiamo permetterci scompaia dal radar della politica. Si parla di soldi che la cittadinanza dovrà pagare, di sacrifici che avranno un peso sul futuro dei nostri figli, contestualmente non si può non parlare delle azioni penali (e conseguentemente di quelle civili) nei confronti di chi ha commesso dei reati perché di questo si tratta. E’ giunto il momento di non parlare solo di Npl ma anche di quel che sta dietro a tali crediti non performanti. Essi derivano da reati commessi da chi ha preso soldi buoni dai fondi pensione, dai lavoratori e dalle imprese per darli agli amici degli amici facendo rimanere noi con un palmo di naso. Per carità, io sono un garantista, sono per la tutela dei diritti delle persone ma c’è anche l’altro lato della medaglia e cioè il diritto di essere risarcito per chi è stato truffato. Se mancano dei soldi è perché qualcuno li ha rubati”.

    Olga Mattioli (Repubblica Sm)