San Marino. Istanze d’arengo. Anestesia epidurale, in stand by da tre anni. Tra le richieste anche il referendum per Leggi Qualificate vietato dai Garanti.

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  • ArengoSemestrale04Indubbiamente con l’ultima giornata delle Istanze d’Arengo è stato compiuto un cambio di marcia radicale nei contenuti della richieste da parte dei cittadini verso il potere istituzionale.

    Non ci sono le tradizionali osservazioni sulla situazione viaria nei singoli Castelli, non ci sono stati neppure gli abituali appelli ecologici.

    Una inversione di tendenza che meriterebbe un approfondimento da parte di sociologi e politologi: è un segno di scollamento fra amministrazione del Paese e cittadini o un segnale di scetticismo sulla reale volontà dei politici di risolvere le problematiche quotidiane presentate, due volte all’anno, dai sammarinesi?

    Un interrogativo sottolineato anche dal numero delle Istanze: 14, in netto calo con il passato.

    Comunque sia la discussione sulle reali cause di questa diffidenza popolare è aperta.

    Un distacco che l’Istanza n. 6 relativa ai referendum sulle Leggi qualificate, sottolinea involontariamente quando sostiene che due sentenze (n. 1, 12/3/2005 e n. 10, 16/12/2013) del Collegio Garante della costituzionali delle Leggi hanno “Praticamente cancellato la possibilità di celebrare referendum su qualunque legge qualificata, riducendo con ciò gli spazi di democrazia diretta”.

    A firmarla sei esponenti doc della sinistra ora ai margini dell’impegno diretto in politica. I sei, in base alla loro esperienza in Consiglio, in  Congresso e nei partiti hanno anche chiesto al Consiglio la corretta interpretazione del principio “minus dixit quam volebat”.

    Spiegano i firmatari: “Tale principio fa parte del diritto parlamentare e serve ai consiglieri di correggere disposizioni di legge in maniera diretta e veloce secondo l’interpretazione di aver detto meno di quanto si voleva dire”.

    Precisazione degli Istanti: Non sono però sottoponibili a Referendum popolare quelle Leggi vietate per Legge.

    Insomma è chiaro che i firmatari hanno il dubbio che si voglia limitare la volontà popolare nel campo referendario.

    Particolarmente sentita l’Istanza che sollecita: “L’assistenza antalgica al parto tramite anestesia epidurale; consente la possibilità di un parto naturale con l’abolizione del dolore durante il travaglio, mantenendo la piena partecipazione e collaborazione della partoriente”.

    Ricordano i firmatari: “Tale pratica fu sperimenta nell’agosto 2009 e l’allora segretario Sanità disse che era sua volontà mettere a disposizione questa metodologia. La proposta non ebbe seguito.

    Nel gennaio 2012 in risposta ad una specifica interpellanza furono evidenziati problemi organizzativi che non consentivano allo specifico reparto del nostro ospedale l’introduzione dell’analgesia epidurale.

    Sono passati tre anni ed ancora le gestanti interessate devono rivolgersi ad ospedali esterni accollandosi la totalità dell’importo necessario all’intervento.

    Situazione che penalizza chi non ha possibilità finanziarie.

    In sub ordine, i firmatari dell’Istanza chiedono che nel frattempo l’Iss si faccia carico delle spese finché i problemi organizzativi del reparto di Ostetricia e Ginecologia non saranno risolti.

    Sempre in tema di maternità c’è l’Istanza n. 5 relativa all’indennità di maternità per le lavoratrici per il periodo di assenza obbligatoria: “Trasformare il congedo pari a 150 giorni in aspettativa retribuita al 100% per sei mesi”. Motivazione: “Costi che dovrebbero essere sostenuti dalla collettività e non dalle singola azienda datrice di lavoro”.

    Si parla anche di economia, lavoro e fisco con 5 Istanze.

    Agenda 21 ne ha presentata una affinché venga istituito un “Osservatorio della Sostenibilità in grado di monitorare le condizioni economiche, sociali e ambientali del Paese costituendo una banca dati che contenga le principali informazioni necessarie a ricavare indicatori utili ad indirizzare le scelte politiche necessarie a ricavare indicatori utili per scelte politiche improntate alla sostenibilità”.

    Poi il mondo del lavoro con l’ampliare i margini di controllo per contrastare il lavoro irregolare e abusivo: “Anche con il vietare inserzioni pubblicitarie e annunci relativi a prestazioni assimilabili ad attività realizzate da ci non è operatore economica”.

    Non poteva mancare la Smac tra le Istanze. Una richiede la “modifica degli adempimenti fiscali possibili per la certificazione degli incassi relativi a ricavi già documentati da fattura commerciale”. Riguarda i settori senza sede che rende problematico (difficile e anti economico) il collegamento telematico al portale Smac”.

    La seconda, sempre in tema Smac: “Estensione in borsellino elettronico”. Si fa notare che questa semplice estensione semplificherebbe l’operatività della tessera a tutto vantaggio del consumatore e delle imprese”.

    Infine l’Istanza presentata da 705 cittadini. Riguarda la doppia imposizione fiscale per cittadini con la doppia cittadinanza, sammarinese e statunitense.

    Questi, in sostanza anche se residenti in Repubblica, devono assoggettare ad imposizione i redditi prodotti in Repubblica che poi saranno soggetti a imposta anche negli Usa chiedono che il confronto tra le autorità dei due Paesi non stia procedendo a garanzia dei doppi contribuenti per la soluzione definitiva del problema.

    Gian Maria Fuiano, La Tribuna