San Marino. Nuovo scudo fiscale, la partita si gioca sulle aliquote. Sottosegretario Zanetti: 12,50% è troppo poco

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  • Enrico-Zanetti”Il mondo sta cambiando”: Titano osservatore interessato di una possibile nuova emorragia di capitali.

    Le nuove procedure per il rientro dei capitali dovrebbero essere operative entro l’estate, secondo il neo sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti. Subito sono fioccate le prime ipotesi su quella che potrebbe essere l’aliquota che sarà applicata agli “evasori confessi”, in questa nuova sanatoria nata originariamente con un decreto legge dell’ex governo Letta. Alcune indiscrezioni rilanciate dal Corriere della sera, hanno fatto riferimento al 12,5%: un prelievo più alto rispetto ai condoni del passato, ma decisamente più basso delle normali aliquote fiscali. Tanto che il sottosegretario si è detto contrario.

    “Non credo proprio – ha detto Zanetti all’agenzia Agi – che ci possa essere qualcuno in seno al ministero dell’Economia e più in generale al governo che pensi anche solo lontanamente di fissare il costo della sanatoria su livelli del genere. E in ogni caso – ha aggiunto – un’impostazione del genere, ove da qualcuno sostenuta, non troverebbe mai e poi mai il consenso del sottoscritto e  di Scelta civica”.

    Tra i motivi che spingono Zanetti a voler alzare l’asticella dell’aliquota ben al di sopra del 12,5%, ci sono gli ultimi sviluppi sullo scenario fiscale internazionale. Ovvero quello che il nostro giornale racconta un po’ da mesi: lo scenario internazionale è completamente cambiato. Oggi diventa quasi impossibile eludere al fisco grazie a nuovi accordo sullo scambio di informazioni tra Stato. La lista dei Paesi trasparenti infatti è sempre più nutrita e comprende anche quelle piazze finanziarie famose per la riservatezza delle proprie banche, come era una volta per il Titano ad esempio.

    Insomma il ragionamento politico è piuttosto semplice da comprendere: ormai “nascondersi” è impossibile, perché dunque fare “regali” agli evasori. Zanetti di fatto conferma questo pensiero: “Il mondo sta cambiando” spiega, e nascondere i capitali all’estero sembra essere sempre più difficile. Quindi il governo avrebbe le carte in regola per una sanatoria che possa anche servire a fare cassa. Il prezzo – l’aliquota – è fondamentale non solo per chi aderisce ma naturalmente anche per chi incassa: lo Stato. Secondo le stime dell’Unione fiduciaria ci sono almeno 180- 200 miliardi di euro di capitali tuttora all’estero, nonostante i tanti scudi fiscali del passato, e di cui è ragionevole immaginare il ritorno a casa. I soggetti coinvolti sarebbero oltre 100 mila. Come convincerli? Il nuovo provvedimento, per Zanetti, dovrà rispondere a criteri di “convenienza, chiarezza e semplicità”. Ma con aliquote “parecchio lontane” dal 12,5%.

    Per la Repubblica di San Marino, osser- vatore interessato, diventa fondamentale conoscere quale sarà alla fine il “numero magico” dell’aliquota. In questo modo sarà forse più semplice sapere l’entità della nuova emorragia che colpirà le banche del Monte. Eppure dal governo non pa- iono particolarmente preoccupati. La Tribuna