San Marino. SSD. La Sinistra sammarinese non è quella alleata alla DC

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  • ssd-evidenzaLa Sinistra sammarinese è quella che si presenterà in coalizione con la Dc ? Non sono di questo avviso i Democratici usciti dal Psd e confluiti nella lista unitaria di Sinistra Socialista Democratica. Marina Lazzarini, Anna Lea Benvenuti, Patrizia Dolcini, Enrico Carattoni, Guerrino Zanotti e Giuseppe Morganti, hanno spiegato alla stampa il percorso che li ha posti in contrasto con Gerardo Giovagnoli, fino a decidere di candidarsi nella lista di SSD, Sinistra Socialista Democratica.
    “Siamo noi ad aver rimesso in moto il processo di unità a sinistra – dice Giuseppe Morganti – abbiamo il dovere di andare fino in fondo proponendo al Paese quel cambiamento che tutta la popolazione auspica. Sarebbe stato impossibile fare altrettanto con una Dc che negli ultimi tempi ha cercato di bloccare in tutti i modi le trasformazioni necessarie, prima di tutte quella del sistema bancario. E’ infatti ormai più che chiaro che la Dc vuole rallentare, se non fermare, l’opera della nuova dirigenza di Banca Centrale, dirigenti scelti per le loro doti e per il loro livello di autonomia, che stanno rimettendo in piedi il sistema finanziario sammarinese, riaccreditandolo internazionalmente. Un’opera di restaurazione che dobbiamo contrastare.”
    Più esplicito Enrico Carattoni: “ La famigerata votazione del 23 agosto nel Psd ha tentato di bloccare il processo di unità a sinistra, per accettare passivamente la proposta di un governo politico fatta dalla Dc. Noi non potevamo starci in questa logica. Fino a ieri le alleanze erano motivate dalla necessità di affrontare l’emergenza, se si devono fare progetti di più lungo respiro non è possibile che ci venga riproposta un’alleanza con il centro conservatore.”
    Marina Lazzarini propone una riflessione sulla base: “I nostri simpatizzanti, coloro che ci sostengono vogliono che la sinistra sia protagonista del cambiamento necessario nel Paese. La nostra scelta di dare forza alla lista di Sinistra Socialista Democratica va proprio in questa direzione e siamo certi che il nostro popolo ci sosterrà in questa decisione che abbiamo intrapreso con il coraggio di spiegare in poco tempo che la vera sinistra è rappresentata da SSD.”
    E’ Patrizia Dolcini a spiegare nel dettaglio i passaggi che hanno visto crescere la speranza che si sta concretizzando in SSD e le strambate che invece l’ormai vecchio Psd ha dovuto fare pur di rimanere legato alla Dc. “Non c’è ragione al mondo che possa giustificare la loro scelta (di Iro e compagni) di portare acqua al mulino dei conservatori”.
    Chiude il ragionamento Guerrino Zanotti mettendo in risalto i punti strategici del programma di SSD, un programma libero dal condizionamento di dover accettare i diktat democristiani che partendo dal nuovo metodo e dal rinnovamento, mette al centro lo sviluppo e il lavoro, per affrontare temi nodali come quello della Pubblica Amministrazione, che deve essere amica dei cittadini, di un piano regolatore che rimetta in modo l’edilizia tenendo conto del rispetto dell’ambiente, anzi migliorandolo, di una tutela del sistema bancario, in particolare per difendere i risparmiatori e essere un volano della ripresa economica. Tutto ciò perché il nostro Stato continui ad avere la forza per sostenere con equità i bisogni dei cittadini e, soprattutto, sia in grado di potenziare il diritto alla salute, senza cedere neppure di un passo.

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