Scudo Fiscale: Per San Marino è previsto solo il rimpatrio dei capitali.

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  • Lo scudo fiscale mette al riparo dall’inversione dell’onere della prova in base alla quale il contribuente deve dimostrare che le attività detenute all’estero non siano frutto di evasione fiscale. E’ una delle prescrizioni previste dalla circolare sullo Scudo Fiscale pubblicata dall’Agenzia delle Entrate.

    Tra le altre novità interpretative l’emersione dei capitali illegalmente detenuti all’estero è ammessa anche nel caso in cui le attività siano detenute all’estero per il tramite di trust.

    Sono 36 i Paesi nei quali «è possibile effettuare la regolarizzazione» in loco dei capitali illegalmente detenuti all’estero. Nell’elenco non figurano né la Svizzera né San Marino. Chi ha illegalmente capitali in questi Paesi potrà dunque solo rimpatriarli.

    Lo scudo inoltre estende la sua protezione alle società di capitali di cui il contribuente che sceglie di sanare i capitali illegalmente detenuti all’estero è il «dominus», ovvero colui che controlla la stessa società.

    Le Cfc. È prevista la possibilità di accedere allo scudo fiscale anche per le imprese estere controllate (le cosiddette Cfc) con i relativi effetti che si producono in capo al socio persona fisica che ne detiene il controllo.

    La casa acquistata all’estero anche per solo uso di vacanza «da ora in poi» andrà indicata nella dichiarazione Unico (modulo Rw) non solo se produce redditi imponibili in Italia ma anche se «la produzione dei predetti redditi sia soltanto astratta o potenziale». Stesso discorso vale anche per tutti gli altri beni patrimoniali, come yacht, quadri di valore o gioielli.

    Lo scudo consente di regolarizzare anche la villa localizzata in Italia ma detenuta attraverso un soggetto che si trova all’estero.

    Le scadenze. Il termine del 15 dicembre 2009 vale tassativamente per il versamento dell’imposta straordinaria al 5% sui capitali che vengono fatti emergere con lo scudo. Per il completamento delle operazioni di emersione è possibile prendere più tempo, a patto che tutto si concluda «entro una data ragionevolmente ravvicinata al termine previsto dalla norma».
    Fonte: il mattino