Sequestrati 300 milioni a Sparkle

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  • Fastweb, Silvio Scaglia. Telecom Italia verso un rinvio dell’approvazione del bilancio, dopo l’atto preventivo della magistratura

    Telecom Italia va verso il rinvio al prossimo 25 marzo dell’approvazione del bilancio consolidato. Il Consiglio di amministrazione della società telefonica presieduta da Gabriele Galateri di Genola ha preso atto della decisione della magistratura di porre sotto sequestro crediti e disponibilità liquide della controllata Sparkle per circa 300 milioni di euro, più o meno a quanto ammonta la presunta frode fiscale emersa nel corso dell’indagine antiriciclaggio che interessa anche Fastweb, venuta alla luce due giorni fa con le richieste di arresto per 56 persone spiccate dalla procura di Roma.

    Fra i destinatari dei provvedimenti figurano i vertici delle società indagate, fra i quali l’ex presidente di Sparkle, Riccardo Ruggiero, e l’ex amministratore delegato, Stefano Mazzitelli. Fra i raggiunti da ordine di arresto figura inoltre Silvio Scaglia, l’ex Ad e fondatore di Fastweb, che oggi dovrebbe rientrare in Italia per mettersi a disposizione degli inquirenti.

    L’impossibilità di valutare con esattezza i risultati di bilancio di Sparkle suggerirebbe dunque a Telecom Italia di posticipare di qualche settimana la presentazione sia del bilancio separato che di quello consolidato del gruppo. Il Cda potrebbe anche decidere di assumere provvedimenti legali verso i manager responsabili della controllata. Una conference call della società guidata da Franco Bernabè è attesa nel tardo pomeriggio.

    Si allarga intanto il filone dell’inchiesta che vede coinvolto il senatore del Pdl Paolo Di Girolamo, il quale ieri ha indetto una conferenza stampa per smentire la sua presunta contiguità con il clan della ‘ndrangheta che avrebbe fraudolentemente artato le schede elettorali riservate agli italiani all’estero per far eleggere l’avvocato calabrese nella circoscrizione Europa. Le intercettazioni, riportare oggi dalla stampa, fanno infatti emergere una rete di possibili contatti che Di Girolamo, in passato militante di Alleanza Nazionale, avrebbe avuto con politici in carica e addirittura con l’attuale presidente della Camera, Gianfranco Fini. Fini ha tuttavia dichiarato di non ricordare di aver conosciuto Di Girolamo, escludendo di averlo mai incontrato di persona.

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