Sinistra Unita spiega le motivazioni del “NO” al ODG rapporti RSM ITA

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  • Sinistra Unita è stata l’unica forza politica che non ha sottoscritto l’ordine del giorno conclusivo del dibattito sulla politica estera nell’ultima seduta consiliare. Crediamo sia necessario quindi illustrare ai cittadini il perché di questa nostra posizione e soprattutto ribattere alle critiche ingenerose del Segretario agli Affari Esteri.
    Non abbiamo sottoscritto l’ordine del giorno in oggetto perché dopo aver richiesto per dieci mesi di essere coinvolti nella trattativa con l’Italia senza mai aver ricevuto risposta, dopo aver criticato duramente il silenzio del Governo su questioni da cui dipende l’avvenire del Paese, non potevamo dare il nostro mandato per la firma di accordi di cui non conosciamo il contenuto.
    È il coraggio della coerenza che ci ha condotti a questa decisione.
    Sostenere che noi si sia scelta la strada più difficile perché dalla parte dei corrotti, dei corruttori e dei trafficanti di valuta come ha replicato il Segretario agli Affari Esteri è un insulto alla ragione.
    Ci siamo sempre battuti e continuiamo a batterci per la trasparenza e la correttezza e per l’inserimento di San Marino in un contesto di regole internazionali. Lo abbiamo dimostrato dando (assieme ad Alleanza Popolare) il nostro contributo per creare un sistema politico ed economico sano e trasparente. Lo stiamo dimostrando oggi dall’opposizione.
    Amiamo San Marino per la meravigliosa storia che lo caratterizza e soprattutto per la sua gente (nonostante il dilagare del pensiero unico del dio Danaro).
    Abbiamo riconosciuto pubblicamente il lavoro della maggioranza per i risultati ottenuti sul fronte OCSE e MoneyVal. Siamo stati favorevolmente sorpresi del cambio di atteggiamento del Governo e della maggioranza che improvvisamente hanno mutato strategia e che hanno finalmente incominciato a capire qual è in questo momento il nostro peggior avversario e qual è il vulnus sul quale ruota l’attacco a San Marino.
    Abbiamo apprezzato il fatto che la maggioranza si sia decisa ad aprire un confronto con l’opposizione sulla politica estera (anche se forse oggi è troppo tardi).
    Ma la nostra dignità non ha prezzo: non è nella nostra natura andare contro ciò che riteniamo giusto (nemmeno se in gioco c’è la possibilità di entrare in un nuovo governo). Non sappiamo se sia vero quel che si vocifera sulla retroattività contenuta negli accordi e che segnerebbe la fine della dignità internazionale di San Marino. Non sappiamo nulla sull’esterovestizione e sulle contropartite a favore di San Marino.
    Non ci facciamo ingannare e nemmeno vogliamo ingannare il Paese nel nome di una ipocrita “RESPONSABILITA” della politica.
    Non facciamo la corsa al Governo, come altri invece fanno. Conosciamo le debolezze e le fratture nella maggioranza.
    Avevamo creduto che un governo costituito delle migliori espressioni del Paese ci avrebbe aiutarci a superare la crisi, ma con la fine di Riforme e Libertà voluta dal PSRS e certificata dal PSD a Sinistra Unita oggi interessa solo costruire una Alternativa a questo Governo, che ha dimostrato tutta la sua incapacità di sviluppare un rinnovamento profondo negli uomini e nel pensare e produrre politica.
    Se c’è una speranza per San Marino questa può nascere solo da chi sarà capace di costruire un’alternativa al modello socio-economico dominante di questi ultimi 30 anni. Siamo sicuri che su questo versante non siamo isolati né politicamente, né tanto meno fra la cittadinanza.