SITUAZIONE PESANTE ALL’INTERNO DELLA POLIZIA CIVILE

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  • Che la situazione interna sia tesa non è una novità dell’ultima ora. Prova ne siano gli ultimi episodi, come la sanzione che il vice comandante ha elevato al comandante Albina Vicini, perché fumava alla finestra del suo ufficio, o il deferimento alla commissione disciplinare, deciso dalla Vicini, nei confronti di due agenti che non avevano riposto la pistola d’ordinanza nella cassaforte, come il regolamento imponeva loro, ma solo nell’armadietto. Per questo rischiano anche una sospensione.
    E che il Governo voglia risolvere la situazione è ormai cosa nota. Puntualizza a tal proposito il Segretario di Stato agli Interni Valeria Ciavatta: “Stiamo valutando una serie di problemi attinenti al settore sicurezza da mesi, da quando ci siamo insediati. Abbiamo adottato una serie di indirizzi per il dipartimento di polizia. Non è una novità che in polizia civile vi siano dei problemi e che abbiamo offerto al comandante Vicini una collocazione diversa. Adesso, valutate le varie possibilità di soluzione – conclude – ci pare di aver trovato ipotesi di lavoro molto appropriate. Andiamo verso una strada accettabile, e in grado di raggiungere i risultati, che sono una migliore organizzazione ed un maggior coordinamento”.
    Quali siano queste ipotesi di lavoro, al momento non è dato sapere. Forse la nuova legge sulla dirigenza, che sancisce la non immodificabilità dell’assegnazione del dirigente pubblico. Circolano già anche diversi nomi, come quello di Sabato Riccio, ex dirigente della squadra mobile di Rimini che però, interpellato, si limita a dire: “Non posso parlare, per un senso di rispetto nei confronti delle istituzioni sammarinesi”.