Tremonti e Podeschi: quando le idee di sinistra vincono anche se governa la destra!

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  • Ci riferiamo alla presa di posizione del Ministro Tremonti contro la flessibilità e alla sparata sul «reddito di cittadinanza» del Segretario alla sanità Podeschi.
    Finalmente le nostre idee vengono riconosciute, finalmente qualcuno ha il coraggio e la dignità di uscire dalla logica oppressiva neo-liberista facendo proprio il pensiero dell’unico soggetto politico che in questi anni ha cercato di opporsi da posizioni minoritarie alla deriva del mercato globale.
    «Posto fisso» e «reddito di cittadinanza» sono state le colonne portanti delle battaglie della sinistra radicale, dei movimenti e delle iniziative referendarie sammarinesi.
    Appoggeremo la proposta di Podeschi sul reddito di cittadinanza cercando di riempirla anche dei contenuti ideologici che questa porta con sé: reddito di cittadinanza vuole dire emancipazione dell’oppressione del reddito necessario, vuole dire possibilità di esprimere la propria creatività e affinare le proprie capacità professionale senza essere schiavizzati dal reddito, riuscire a costruire un progetto di vita senza oppressioni, avere una stabilità ed una sicurezza.
    Per quanto riguarda la presa di posizione di Tremonti non potremo direttamente sostenerlo, visti i confini delle diverse sovranità,  ma le sue affermazioni sulla necessità del posto fisso come base per la costruzione di una stabilità familiare si identificano esattamente con le battaglie che Sinistra Unita ha condotto per bloccare la legge Andreoli e con l’appoggio dato (da posizioni di governo) ai referendum di Rinnovamento e Trasparenza, l’unico arrivato dalla politica e dai sindacati (anche se forse mancava della forza necessaria).
    La globalizzazione senza regole e senza rispetto per la dignità umana ha prodotto  una  concorrenza verso il basso che ha generato dumping sociale e lavoro nero, sfociando nella crisi economico finanziaria che stiamo vivendo.
    Il delirio della crescita, della cementificazione, della overdose di produzione e di competizione insensata si è abbattuta sugli strati medi e bassi della popolazione creando una guerra tra poveri, tra immigrati e popolazioni locali, una guerra che è salita di intensità verso anche le aziende (vedi la recente inchiesta di Report).
    Oggi, per bloccare la frana sociale le ricette della destra sono quelle che sempre la sinistra ha proposto. Ci fa piacere. Vigileremo comunque sulla loro attuazione e sul pericolo che il tutto non si trasformi in pure dichiarazioni demogogiche: rischio sempre presente quando governa la destra.
     
    Sinistra Unita