Un’indagine su Papi e Bossone è atto dovuto

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  • Questo non vuole essere un intervento strumentale, non vuole essere un attacco né pro né contro alcun protagonista della vicenda Banca Centrale che sta animando le gelide giornate di metà febbraio, bensì mera ricognizione di un principio sancito dalla legge vigente in questo paese, legge che troppo spesso ignoriamo o dimentichiamo.

    Le gravi dichiarazioni di Papi e Bossone, rispettivamente ex Direttore ed ex Presidente di Banca Centrale, contenute nella lettera di dimissioni presentate alla Ecc.ma Reggenza, sono evidentemente offensive e lesive dell’onore e del prestigio del governo stesso, nonché dei suoi membri.

    Desidero sottolineare che il misfatto di “ Offesa all’onore di persone investite di poteri pubblici” fra le quali sono da considerare i membri del Congresso di Stato, è disciplinata dall’art. 344 (con richiami all’art. 343) del codice penale.

    A differenza di altri reati, la rilevanza istituzionale dei soggetti coinvolti prevede la procedibilità d’ufficio, non sono dunque necessarie denuncie o querele per attivare l’azione penale tesa ad accertare la responsabilità o la non responsabilità di Papi e Bossone stessi. A prescindere da come la si pensi, dal tipo di implicazioni politiche e pratiche, dalla colpevolezza o innocenza degli ex dirigenti, un’indagine giudiziaria sulla infondatezza o meno di quelle affermazioni è a questo punto un atto dovuto.

    Alfredo Manzaroli