Caso De Magistris: Così operava la nuova P2

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  • La nuova P2 per Luigi De Magistris non è un guscio vuoto: ha il nome di diverse società (tra loro in qualche modo collegate) dalle quali il magistrato stava risalendo al bandolo della matassa affaristico massonica che imbriglia anche politica e ‘ndrangheta. «Una rete di soggetti dichiara testualmente il 3 gennaio 2008 ai colleghi di Salerno che all’interno delle Istituzioni erano in grado di influire ad ogni livello, con collusioni di non secondaria rilevanza proprio all’interno della magistratura. Non a caso il lavoro di delegittimazione e disintegrazione professionale si consolida quando comincio a contestare la violazione della cosiddetta legge Anselmi».

    Questa rete occulta secondo De Magistris occupava il cuore e gli organi vitali dello Stato e per seguire il suo ragionamento basta fare un salto a pagina 484 dell’ordinanza della Procura di Salerno. «Le società Tesi e Cm sistemi dichiara il 28 settembre 2008- rappresentavano il fulcro dell’inchiesta Why Not e degli intrecci tra politica (in modo assolutamente trasversale) e affari, nonché per le commistioni con vari ambienti istituzionali».

    Tesi, in Calabria, gestirà in maniera fallimentare la società dell’informazione,ma la sua attenzione è tutta volta a Cm sistemi, che cura l’informatizzazione degli uffici giudiziari, anche quelli calabresi attraverso la controllata Cm sistemi Sud, la cui amministratrice era Enza Bruno Bossio moglie dell’ex-vicepresidente della Giunta calabrese, Nicola Adamo (entrambi indagati nelle inchieste di De Magistris). Bruno Bossio in particolare entra anche nel filone che porta alla loggia coperta di San Marino, sulla quale De Magistris stava indagando. Cm sistemi – che a fine 2007 aveva un fatturato di 32 milioni – fino a tre anni fa aveva il 3% di Brutium, « creatura» di Antonio Saladino ( principale indagato nelle inchieste di De Magistris).

    Cm sistemi, fa mettere a verbale De Magistris l’8 ottobre 2008, ha un ruolo di primo piano «nei sistemi di natura più riservata ». A partire dalla realizzazione del primo sistema informativo di gestione dei registri penali. È un sistema utilizzato da 20mila operatori aperto ai collegamenti e all’interscambio informativo tra uffici dei pubblici ministeri, giudici per le indagini preliminari e giudici del dibattimento, casellario giudiziario, Corte di cassazione, Corti di appello, procure generali, Direzioni distrettuali antimafia e Direzione nazionale antimafia. Cm sistemi, che lavora con il ministero della Giustizia dall’84, nega ogni profilo illecito o di appartenenza a gruppi affaristici. E a nulla vale far notare all’impresa che intercorrevano rapporti non sempre limpidi tra Marcello Pacifico ( ad di Cm fino al 7 dicembre 2004), la responsabile commerciale Francesca Gaudenzi e Antonio Saladino (come fa mettere a verbale la superteste Caterina Merante il 15 gennaio 2008 a Salerno). Il direttore commerciale di Cm, Alberto Cappiello dichiara al Sole 24 Ore che la società «non ha nulla a che vedere con cupole o centri di potere occulti. Da questa storia stiamo ricevendo solo danni ». Il Sole 24 Ore è in grado però di rivelare che il direttore finanziario di Cm, Carlo Nardinelli, è stato recentemente ascoltato dalla Procura di Paola (Cosenza), che conduce un filone dell’inchiesta madre avocata a De Magistris.

    La «nuova P2», secondo De Magistris, ha il pallino fisso della penetrazione dello Stato dall’interno. Non è un caso che punti l’ago della bussola investigativa su un altro pezzo forte della rete: Franco Bonferroni, indagato per gravi reati sia nell’inchiesta Poseidone che Why Not e considerato legato ad ambienti massonici. De Magistris scopre che Finmeccanica – nel cui cda Bonferroni siede mira a diventare il gestore unico delle intercettazioni telefoniche. Finmeccanica, attraverso Datamat è già fornitrice del ministero della Giustizia anche nell’ambito dei progetti finanziari dal Pon Sicurezza. «Quando l’inchiesta Why Not mi fu illecitamente tolta dichiara De Magistris ai colleghi salernitani il 1° ottobre mi pare che uno dei fautori del piano di Finmeccanica fosse proprio il ministro della Giustizia Clemente Mastella». Da notare che Elio Mastella, figlio di Clemente, è ingegnere di Finmeccanica. La gestione dei tabulati e delle intercettazioni viene revocata al consulente Gioacchino Genchi il 30 ottobre 2007. In serata, con una nota scritta, il commento di Finmeccanica al Sole 24 Ore. «Un possibile ruolo operativo di Finmeccanica si legge nell’ambito della razionalizzazione delle attività di intercettazione telefonica è fatto noto. Finmeccanica dispone infatti di tecnologie e competenze che anche a tale scopo potrebbero essere utilmente impiegate. In particolare Finmeccanica ha elaborato un proprio progetto, denominato Sisp, presentato al ministero di Giustizia nel 2004 (all’allora ministro Castelli), che è tuttora all’esame degli attuali organi competenti. È interesse di Finmeccanica rendere le proprie tecnologie e competenze disponibili agli organi istituzionali cui competono le decisioni in materia di affidamento e gestione».

    Roberto Galullo

    IlSole24Ore.com