“Non è un decreto salva-banche”. Bossone (Bcsm): “Abbiamo a che fare con uno scudo che morde”. L’atto arriverà in Aula a fine manovra

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  • Non è un decreto salva-banche, ma una misura di carattere preventivo per sostenere il normale funzionamento degli istituti, sotto la pressione dello scudo fiscale.

    Biagio Bossone, presidente di Banca Centrale, in missione a Zurigo, scende in campo in difesa del decreto messo a punto dal Congresso per garantire la liquidità degli istituti sammarinesi. Decreto sul quale il Governo non è riuscito a trovare l’appoggio dell’opposizione, per ottenere la procedura d’urgenza, e portarlo ad approvazione nella seduta consiliare appena conclusa. Dunque se ne riparlerà nella sessione Consiliare di dicembre quando lo scudo sarà a uno stadio avanzatissimo.

    Salvo proroghe, il termine ultimo è infatti fissato per il 15 dicembre. Nell’intervista a San Marino Rtv, Bossone precisa che usare l’espressione salva-banche “è inappropriato”. Perché “non si tratta di salvare le banche- chiarisce- ma di sostenerne le esigenze di liquidità per consentirne il normale funzionamento”. E aggiunge: “Si tratta di sostenere banche sane, evitando che possano incorrere successivamente problemi che le mettano in difficoltà”. In buona sostanza per Bcsm si tratta di “una misura di carattere preventivo, sappiamo di trovarci in una situazione difficile del sistema, abbiamo a che fare con uno scudo che morde. Dobbiamo essere pronti a intervenire se le necessità si pongono e l’importante è avere le munizione prima di doverle utilizzare”.

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