San Marino. Sul Titano pronta ad arrivare la Finanza. ???Nella bozza anche nuovi orari e turni. Previsti anche gli 007

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  • Ieri “Giornale.sm” di Marco Severini ha pubblicato in esclusiva la “Relazione illustrativa al progetto di legge per il riordino dei corpi di polizia”. Almomento si può parlare comunque di mera bozza, in quanto il documento non è neppure firmato.

    Il documento appare tuttavia molto interessante per comprendere in maniera preliminare quello che ha in mente il governo. Innanzitutto viene messa nero su bianco la necessità di “affrontare con urgenza l’auspicato ed atteso riordino dei corpi di polizia, sia sotto l’aspetto normativo che sotto l’aspetto organizzativo”.

    Nasce così il dipartimento di polizia che dovrà essere dotato “di una elevata autonomia decisionale e amministrativa che comprenda tutte le componenti del comparto sicurezza”. Si indica inoltre come il dipartimento di polizia alla luce delle funzioni che avrà, non potrà più essere compatibile “con una ulteriore competenza del Congresso militare”. Al comando superiore delle milizie invece “continuerà a competere l’organizzazione e gestione delle cerimonie militari”. Ecco quale sarà il futuro organigramma gerarchico:

    – Direttore del Dipartimento – Comandante del Corpo della gendarmeria;
    – Segreteria di Dipartimento;

    – Ufficio nazionale centrale Interpol (e ufficio centrale del falso monetario);

    – Corpo della gendarmeria con alle dipendenze la centrale operativa interforze ed il reparto antiriciclaggio, corruzione e finanziamento al terrorismo
    – Corpo della guardia di rocca-Nucleo uniformato;
    – Corpo della polizia civile, nucleo antifrode.
    Alla luce delle sue tante funzioni, il Direttore del dipartimento “dovrà necessariamente avere prerogative e compiti organizzati sovraordinati ai comandanti di polizia ma anche nei confronti di Interpol e protezione civile” con potere di emanare circolari vincolanti anche per tutti i Corpi. Il Direttore del dipartimento – Comandante della gendarmeria “dovrà avere un rango paritetico a quello dei capi delle polizie degli altri Stati esteri e pertanto dovrà essere riconosciuto pari rango e grado del Comandante superiore delle milizie”.

    Interessanti i suggerimenti circa ai nuovi reparti specializzati che si andranno a formare: “Si deve affrontare la costituzione prioritaria di uno speciale reparto di forza contenuta ma altamente specializzato, da dedicare alla lotta al riciclaggio, alla corruzione e terrorismo”. Tale reparto potrà essere composto “selezionando personale dei tre corpi di polizia sammarinesi da avviare da un mirato corso di formazione presso le polizie italiane”.

    E ancora: “Il comando di questa speciale unità potrebbe essere affidato nell’immediato a un ufficiale/maresciallo dei carabinieri o della guardia di finanza”. Infine nel documento viene indicato che “appare necessario dotare lo Stato di una componente di intelligence, che inserita solo con dipendenza funzionale nel Dipartimento di polizia, crei un collegamento ufficiale ed un regolare scambio di notizie con le agenzie italiane di informazione e sicurezza e si ponga come qualificato referente dell’autorità di polizia sammarinese e degli organi di vertice dello Stato”. Per raggiungere tutto quanto contenuto nella relazione, dovranno essere rivisti orari di servizio e turni.

    Inoltre ci sarà l’esigenza di una periodica valutazione del personale. Numerosissime le polemiche che ha già scatenato il documento, anche se non si può non sottolineare come il generale Gentili sia stato individuato proprio per questo. Una riforma dei Corpi non è più rinviabile, anche per rendere effettive e applicate le nuove norme di cui il Paese si è dotato.

    D’altra parte non può passare inosservato come da una parte si taccia questo governo di immobilismo, mentre dall’altra ogni riforma – in qualsiasi campo – venga osteggiata con veemenza da opposizioni e categorie. Di questo passo il Titano rischia di rimanere al palo e non certo per colpa di “Bene Comune”, ma di chi continua a chiedere incessantemente un cambio di passo a parole, salvo poi voler lasciare tutto così com’è.

    David Oddone, La Tribuna